Acido Urico (Uricemia) alto e basso? Valori normali, cause, sintomi

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Quando si parla di acido urico si fa riferimento al prodotto finale del metabolismo delle proteine. Le proteine vengono metabolizzate attraverso la scissione delle purine, basi azotate che sono presenti nel DNA delle cellule.

Con il termine uricemia si intende la concentrazione nel sangue dell’acido urico, la cui circolazione può avvenire tanto in forma libera quanto in forma legata, che si ha quando l’acido urico è legato alle cosiddette proteine di trasporto.

Cos’è l’uricemia?

Parlare di uricemia significa fare riferimento alla concentrazione ematica di acido urico. Considerando che l’acido urico è un prodotto di scarto del metabolismo, possiamo dire che la sua concentrazione è determinata dall’equilibrio che si instaura tra la sua produzione da parte dell’organismo e la sua conseguente eliminazione attraverso le vie renali.

Un’eccessiva produzione o al contrario una sua scarsa eliminazione possono determinare un accumulo di questa sostanza di scarto nel sangue ed un conseguente aumento dei livelli ematici, con possibili effetti negativi per la salute.

Perché si misura l’acido urico?

Quando ci chiediamo perché si misura l’acido urico la risposta è che la sua misurazione è deputata a comprendere l’eventuale presenza di patologie a carico delle articolazioni e dei reni. Misurare i livelli plasmatici di acido urico serve inoltre per monitorare lo stato di salute di soggetti sottoposti a cicli di chemioterapia.

La misurazione dei livelli di acido urico è fondamentale anche per comprendere se è necessario intervenire sul regime alimentare del paziente. Questo perché la variazione dei livelli di questa sostanza di scarto può essere legata all’assunzione eccessiva di alimenti che sono ricchi di purine, come le carni rosse o i legumi.

La valutazione della concentrazione ematica di acido urico viene richiesta quando il medico ha il sospetto di valori troppo elevati poiché il paziente manifesta sintomi di gotta che è una particolare forma di artrite, lamenta dolori articolari diffusi o ha coliche renali ricorrenti. In caso di coliche il medico chiede questa tipologia di esame per monitorare l’eventuale formazione di calcoli renali.

Valori normali acido urico

Comprendere quali sono i valori normali di acido urico nel sangue è fondamentale per capire se il soggetto è in salute oppure se ci sono delle problematiche a carico delle articolazioni o dei reni. Il calcolo dei valori normali viene effettuato attraverso un prelievo del sangue.

I valori di riferimento dell’uricemia sono normalmente compresi tra i 2,5 ed i 7 mg/dl per gli individui di sesso maschile. Per quanto riguarda le donne i valori normali sono leggermente più bassi ed oscillano tra gli 1,5 ed i 6,5 mg/dl.

In entrambi i casi il limite massimo di acido urico da tenere in considerazione è di 7 mg/dl. La ragione è che superata questa concentrazione si verifica la saturazione dell’acido urico e la sua conseguente precipitazione sotto forma di cristalli.

Nel caso in cui si rilevino valori al di sotto della norma si parla di ipouricemia o acido urico basso mentre per i valori al di sopra il termine identificativo è iperuricemia oppure acido urico alto.

Acido urico alto

Si parla di iperuricemia oppure acido urico alto quando i valori plasmatici di acido urico sono superiori ai 7 mg/dl nell’uomo e ai 6,5 mg/dl nella donna, in un soggetto che non abbia assunto farmaci che influiscono sull’acido urico e che abbia osservato per almeno cinque giorni una dieta povera di alimenti ricchi di purine, come legumi e carni rosse.

L’iperuricemia può essere tanto iperuricemia primitiva o di natura genetica quanto iperuricemia secondaria, determinata dalla presenza di patologie, da una dieta ricca di purine o dall’assunzione di determinate classi di farmaci. Livelli troppo alti di acido urico nel sangue possono essere determinati oltre che da un aumento di acido urico anche da una ridotta eliminazione dello stesso.

L’elevata concentrazione di acido urico a livello plasmatico è una condizione che interessa più frequentemente gli individui di sesso maschile e in particolare quelli che hanno un’età compresa tra i 30 ed i 50 anni.

L’aumento di acido urico nel sangue può essere causato da varie patologie tra cui malattie metaboliche, diabete, malattie renali, psoriasi ed alcuni tumori. Ci sono anche altre condizioni che possono determinare un innalzamento dei valori normali di acido urico, tra cui l’abuso di bevande alcoliche e di alcuni cibi come il fegato, le sardine o le salsicce che contengono elevate quantità di sostanze azotate il cui catabolismo origina acido urico.

Ciò che accade è che la quantità in eccesso di acido urico che viene introdotta attraverso il consumo di questi alimenti non viene adeguatamente metabolizzata ma rimane nel sangue. Quando l’acido urico raggiunge dei livelli ematici superiori ai 7 mg/dl e supera la soglia di solubilità si ha una precipitazione dell’uratomonosodico, un cristallo che va ad accumularsi nelle articolazioni, nel tessuto connettivo e talvolta a livello renale.

I sintomi più comuni dell’iperuricemia sono la gotta che è un processo infiammatorio che colpisce soprattutto l’articolazione dell’alluce, il prurito, dolore, gonfiore ed arrossamento delle articolazioni, coliche renali e in alcuni casi anche insufficienza renale.

La diagnosi di iperuricemia è piuttosto semplice. Può essere fatta in maniera occasionale durante gli esami del sangue di routine oppure su richiesta del medico, quando alcuni campanelli d’allarme fanno sospettare la presenza di valori di acido urico elevati.

Il trattamento di questa condizione prevede l’uso di farmaci antinfiammatori e se necessaria la sospensione di alcuni diuretici o cortisonici che possono aver causato l’aumento dei livelli plasmatici di acido urico. E’ inoltre opportuno intervenire sull’alimentazione, eliminare gli alcolici e bere almeno due litri di acqua al giorno per proteggere le vie renali e favorire l’eliminazione di questo metabolita.

Acido urico basso

Si parla di uricemia bassa oppure ipouricemia quando i valori scendono al di sotto dei 2,5 mg/dl per gli uomini e 1,5 mg/dl per le donne. Sono meno frequenti rispetto ai livelli elevati e generalmente non sono considerati preoccupanti.

Si tratta di un’alterazione di tipo secondario associata alla presenza di patologie come la sindrome di Fanconi, alcune patologie epatiche o renali, la malattia di Wilson o anche l’esposizione ad alcune sostanze tossiche.

I valori dell’uricemia possono anche diminuire con l’uso di alcuni farmaci come il cortisone, oppure a causa di una ridotta assunzione di sostanze alimentari contenenti purine.

Preparazione all’esame del sangue per acido urico

La concentrazione di acido urico nel sangue si può valutare sia a livello ematico che urinario. Quando si rende opportuna una valutazione a livello ematico bisogna fare un prelievo venoso di un campione di sangue.

E’ necessaria una preparazione all’esame del sangue per acido urico. Per evitare la rilevazione di valori alterati è opportuno che il paziente segua una dieta povera di sostanze ricche di purine per almeno cinque giorni precedenti alla data dell’esame. E’ inoltre necessaria l’osservazione di un periodo di digiuno di almeno 8 ore prima del prelievo.
Articolo a cura di:
Dott. Salvatore Ruggiero

Dott. Salvatore Ruggiero

Medico laureato presso l’Università Federico II di Napoli in Medicina e Chirurgia specializzato presso lo stesso Ateneo in Idrologia Medica e Idroclimatologia. Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com .

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