Albumina Valori normali, Alta o Bassa, Cause, Rimedi

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Quando si parla di albumina si fa riferimento ad una proteina plasmatica prodotta dal fegato. Il suo nome prende origine dall’albume dell’uovo perché è stata isolata per la prima volta proprio da questa sostanza. Rappresenta il 60% di tutte le proteine plasmatiche ed ha un ruolo fondamentale per tre funzioni dell’organismo.

Interviene nel trasporto di vitamine, ormoni e varie sostanze tra cui anche i farmaci che vengono assunti, previene la fuoriuscita di liquidi dai vasi sanguigni e contribuisce all’apporto di aminoacidi fondamentali per il metabolismo dei tessuti.

Variazioni della sua concentrazione nel sangue possono essere determinate da alcune patologie come un’eccessiva perdita delle proteine attraverso i reni o anche l’aumento di alcuni fattori che vanno ad alterare la sua produzione da parte del fegato.

Cos’è l’albumina?

L’albumina è una proteina del plasma sintetizzata dalle cellule epatiche. E’ considerata la più importante delle proteine plasmatiche perché da sola costituisce il 60% di tutte le proteine che sono presenti nel plasma.

Una volta sintetizzata dalle cellule epatiche l’albumina viene riversata nel torrente circolatorio, dove va a localizzarsi nel plasma e nei liquidi interstiziali. Ha un’elevata capacità di attirare acqua, basti pensare che un solo grammo di albumina richiama in circolo 18 grammi di acqua e questo è determinante per il corretto mantenimento della normale pressione osmotica del sangue.

Un aumento della concentrazione plasmatica di albumina può determinare un eccessivo richiamo di acqua e di conseguenza uno scompenso cardio-circolatorio. Al contrario una riduzione dell’albumina può essere causa di accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, dovuto al fatto che l’acqua non viene correttamente legata e di conseguenza eliminata.

Oltre a prevenire la fuoriuscita dei liquidi dai vasi sanguigni, l’albumina ha anche una funzione di trasporto. E’ un carrier-aspecifico capace di legarsi ai recettori di varie sostanze come ormoni, acidi grassi e vitamine per veicolarli nel circolo sanguigno. L’albumina inoltre costituisce una riserva di aminoacidi per l’organismo tanto che in caso di necessità può essere usata per coprire il fabbisogno nutrizionale delle cellule.

Valori normali dell’albumina

Per escludere la presenza di eventuali patologie renali o epatiche è fondamentale conoscere quali sono i valori normali di albumina. La concentrazione ematica dell’albumina è un indicatore oltre che della funzione epatica e renale anche dello stato nutrizionale del soggetto.

I valori normali possono essere indagati con un normale prelievo del sangue e sono compresi tra i 3,5 mg/l ed i 5,5 mg/l o ancora tra i 35 g/l ed i 55 g/l.

Albumina alta nel sangue

L’albumina alta nel sangue o iperalbuminemia consiste in un aumento della concentrazione plasmatica dell’albumina i cui valori sono superiori ai 35-55 g/l.

Tale aumento può scaturire da diversi fattori e viene individuato attraverso un prelievo venoso di sangue.

Cause dell’albumina alta

L’aumento della concentrazione ematica dell’albumina è conseguenza del verificarsi di condizioni che determinano una sottrazione di acqua all’organismo e quindi portano ad uno stato di disidratazione. Facciamo pertanto riferimento ad ustioni molto estese, vomito e diarrea ma anche a malattie infiammatorie come la sarcoidosi o la malattia di Buerger, una patologia a carico delle arterie.

Sintomi dell’albumina alta

Il medico può richiedere una valutazione della concentrazione ematica dell’albumina quando si trova dinanzi ad una paziente che presenta una sintomatologia tale da far sospettare la presenza di iperalbuminemia.

In linea di massima si può affermare che l’albuminemia alta è una situazione meno comune rispetto all’albuminemia bassa. Il sospetto di albumina alta nasce quando il paziente presenta come sintomo principale la disidratazione, dovuta a vomito prolungato e diarrea profusa.

Albumina alta in gravidanza

In gravidanza è molto importante monitorare i livelli ematici di albumina. Un regolare controllo permette di verificare il funzionamento del fegato e della tiroide e di monitorare gli effetti del regime alimentare seguito dalla donna in gravidanza.

Generalmente l’albumina alta in gravidanza è conseguente alla disidratazione causata dal vomito continuo, conosciuto anche come iperemesi gravidica.

Albumina alta nelle urine

L’albumina è una proteina normalmente contenuta nel sangue.

La sua presenza nelle urine o albuminuria alta è spesso indice di un problema a carico dei reni. Altre cause possono essere le infezioni delle vie urinarie, una dieta iperproteica, lo stato di gravidanza o sforzi eccessivi.

Per evidenziare la presenza di iperalbuminuria il medico richiede un esame delle urine da effettuarsi su un campione delle prime urine del mattino. In altri casi può anche richiedere esami più specifici che si eseguono sulle urine raccolte nelle 24 ore.

Albumina bassa nel sangue

L’albumina bassa o ipoalbuminemia è una condizione che si verifica quando i valori dell’albumina plasmatica scendono al di sotto dei 35-55 g/l.

Potrebbe trattarsi di una situazione transitoria oppure potrebbe essere indice della presenza di diverse patologie.

Albumina bassa cause

L’ipoalbuminemia o albumina serica bassa è dovuta a varie cause. Le più frequenti sono l’insufficienza renale cronica, la cirrosi epatica, il carcinoma epatico, la pancreatite cronica e alcuni tumori del sangue come i linfomi e le leucemie.

Oltre ai fattori patologici, valori bassi di albumina possono dipendere anche da malnutrizione con scarsa assunzione di proteine oppure da malassorbimento, in cui si determina una grossa perdita a livello intestinale delle sostanze proteiche.

Sintomi albumina bassa

Una riduzione della concentrazione ematica di albumina determina un aumento della fuoriuscita dei liquidi dai vasi sanguigni. Questi liquidi vanno ad accumularsi all’interno dei tessuti periferici e determinano una conseguente comparsa di edemi.

I primi sintomi di albumina bassa sono gonfiore agli occhi, all’addome, alle gambe ed in particolar modo alle caviglie. Altri sintomi sono la debolezza, il facile affaticamento, le alterazioni della coagulazione e la comparsa di ematomi.

Albumina bassa in gravidanza

In gravidanza un valore leggermente più basso di albumina è da considerarsi fisiologico perché l’aumento del sangue determina una maggior diluzione e quindi una più bassa concentrazione di albumina. Tale condizione è invece da considerarsi patologica quando i valori si discostano molto dalla media.

In caso di valori eccessivamente bassi di questa proteina si ha un aumento della ritenzione idrica, soprattutto a livello degli arti inferiori. Ancora potrebbero verificarsi casi di pressione alta, condizione che potrebbe portare alla cosiddetta gestosi gravidica.

Per queste ragioni durante la gravidanza è fondamentale monitorare i livelli di albumina attraverso dei controlli periodici, tenendo presente l’importanza di seguire tutte le raccomandazioni del proprio ginecologo.

Albumina bassa nelle urine

A seguito di un esame condotto su un campione di urine il medico potrebbe riscontrare dei valori di albumina bassa nelle urine. Questa condizione non sempre è grave ma quando ci si rende conto che i valori si discostano di molto rispetto a quelli normali allora si rende opportuno intervenire.

Albumina bassa cosa mangiare

Quando dalle analisi del sangue il medico rileva che il paziente ha dei valori di albumina bassa allora deve fare un’opportuna valutazione delle sue condizioni cliniche. Dopo aver escluso la presenza di gravi patologie che rendono necessaria una cura di tipo farmacologico, il medico può consigliare di intervenire sul regime alimentare, dicendo al paziente cosa sarebbe opportuno mangiare quando si ha l’ipoalbuminemia.

In primo luogo bisognerebbe consumare uova, fonti naturali di albumina. Nella dieta devono inoltre essere introdotti tutti quegli alimenti che contribuiscono a drenare i liquidi come i finocchi, l’ananas, e l’anguria. Molto consigliato è anche il consumo di frutta e ortaggi oltre all’opportuna idratazione quotidiana che deve avvenire mediante l’assunzione di almeno due litri di acqua al giorno.
Articolo a cura di:
Dott. Salvatore Ruggiero

Dott. Salvatore Ruggiero

Medico laureato presso l’Università Federico II di Napoli in Medicina e Chirurgia specializzato presso lo stesso Ateneo in Idrologia Medica e Idroclimatologia. Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com .

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