Amilasi Alta: cause, rimedi, patologie, cosa mangiare valori normali

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L’amilasi è un enzima prodotto dal pancreas la cui funzione è quella di accelerare le reazioni biologiche. Agisce sui carboidrati determinando l’idrolisi dei polisaccaridi e degli oligosaccaridi con formazione di zuccheri più semplici e quindi più facilmente digeribili. 

Generalmente è presente nel sangue e nelle urine in piccole quantità perciò un suo aumento può essere indice di un danno a livello delle ghiandole pancreatiche oppure di un’ostruzione del dotto pancreatico. Oltre che dal pancreas l’amilasi è prodotta anche dalle ghiandole salivari, infatti la prima digestione degli amidi inizia proprio con l’amilasi salivare che idrolizza l’amido in maltosio e destrani. 

Cos’è l’amilasi?

L’amilasi o isoenzima pancreatico è un enzima che interviene nella digestione dei carboidrati. E’ prodotto principalmente dalle ghiandole salivari e dalle cellule del pancreas e serve per idrolizzare l’amido introdotto con i cibi in zuccheri più semplici e quindi più facilmente assimilabili.

La prima parte della digestione avviene in bocca con l’amilasi salivare e viene poi completata a livello del piccolo intestino dove viene riversata l’amilasi pancreatica attraverso il dotto pancreatico. Il pancreas è un organo a forma di pera che ha funzione sia esocrina che endocrina. L’amilasi pancreatica è sintetizzata dalle cellule acinose della parte esocrina attraverso il dotto pancreatico di Wirsung e raggiunge l’intestino, organo in cui viene completata la digestione. L’amilasi può essere dosata anche nelle urine perché essendo una proteina di piccole dimensioni riesce a superare il filtro renale. 

Amilasi: valori normali

I valori normali dell’amilasi nel sangue o amilasemia sia per l’uomo che per la donna sono compresi tra i 25 ed i 115 UI/l.

L’amilasemia pancreatica può variare in base all’età ed infatti da 0 a 30 giorni è compresa tra 0 e 6 UI/l, da 31 a 182 giorni tra 1 e 17 UI/l, da 183 a 365 giorni tra 6 e 44 UI/l. Tra gli 1 ed i 3 anni varia tra 8 e 74 UI/l e tra i 4 ed i 17 anni tra 21 e 110 UI/l e dopo i 18 anni tra 25 e 115 UI/l. 

Il dosaggio dell’amilasi viene fatto su un campione di sangue con un prelievo endovenoso. Non è necessaria alcuna preparazione prima di effettuare l’esame ma è comunque preferibile effettuare un digiuno di almeno 8 ore prima di sottoporsi al prelievo. 

Oltre che attraverso il prelievo del sangue, per capire il valore dell’amilasi è anche possibile analizzare un campione di urine singolo e prelevato al momento oppure un campione di urine raccolto non oltre le 24 ore precedenti l’esame. 

Cause amilasi alta

Normalmente l’amilasi è presente nel sangue e nelle urine in piccole quantità. In presenza di alcuni sintomi come inappetenza, gonfiore e dolore addominale oppure febbricola e recente perdita di peso senza causa apparente, il medico può richiedere un esame del sangue per valutare il dosaggio dell’amilasemia e dell’amilosuria. 

L’aumento della concentrazione delle amilasi può essere causato da un’infiammazione delle cellule pancreatiche o dall’ostruzione del dotto pancreatico di Wirsung. In caso di pancreatite acuta le amilasi aumentano da 6 a 10 volte rispetto a quelle normali nel giro di 12 ore e si mantengono elevate per qualche giorno, mentre nelle urine potrebbero essere presenti anche nel corso dei 10 giorni successivi. 

Altre cause di valori alti di amilasi possono essere l’insufficienza renale, un’infezione o ostruzione a carico delle ghiandole salivari, i tumori a livello del pancreas, dei polmoni oppure delle ovaie. 

E’ inoltre possibile parlare di macroamilasemia, patologia caratterizzata dal fatto che le proteine presenti in circolo si legano all’amilasi andando a formare dei complessi che non riescono ad oltrepassare il filtro renale e che di conseguenza si accumulano nel sangue creando un’ostruzione. 

Rimedi amilasi alta 

L’iperamilasemia non è da considerarsi un disturbo a sé ma è la conseguenza di alterazioni a livello di altre parti dell’organismo. E’ indice di patologie generalmente a carico del pancreas ma anche del rene, dell’intestino e della cistifellea. Alla luce di ciò l’unico rimedio per ridurre i livelli dell’amilasemia è quello di trattare la causa scatenante.

Quando si riscontra amilasi alta è opportuno che il medico prescriva degli esami per individuare la patologia che ha determinato l’iperamilosemia e per impostare una terapia farmacologica specifica. 

Patologie amilasi alta

Quando si parla di livello di amilasi bisogna sempre distinguere l’amilasi pancreatica da quella totale, che comprende sia l’amilasi prodotta dal pancreas che quella prodotta dalle ghiandole salivari. Se si ha un aumento dell’amilasi totale è opportuno capire quale delle due frazioni ha valori più elevati. 

Nel caso di aumento della frazione salivare non c’è alcun problema. Bisogna invece effettuare esami specifici qualora l’aumento dell’amilasi sia legato alla frazione pancreatica. La patologia più frequente legata ad un aumento dell’amilasi è la pancreatite che può essere sia acuta che cronica, dovuta ad infiammazione o ostruzione del dotto pancreatico o dei dotti biliari.

Un’altra patologia potrebbe essere l’insufficienza renale in presenza della quale è possibile riscontrare un aumento dell’amilosemia che può essere fino a 2-3 volte superiore rispetto a quello normale. L’iperamilasemia può essere inoltre legata alla presenza di patologie acute come la perforazione dell’ulcera gastrica o duodenale, l’occlusione intestinale, la peritonite e più raramente la gravidanza extrauterina in cui l’impianto dell’ovulo avviene a livello della tua che non essendo in grado di consentire la crescita del feto ad un certo punto si riempie causano una forte emorragia interna. 

Dieta amilasi alta: cosa mangiare? 

Una domanda importante cui dare risposta è cosa mangiare in caso di amilasi alta. Come è noto l’amilasi alto i peramilasemia è una condizione dovuta alla presenta di patologie a carico di altri organi e per questo motivo riportare l’amilasi ai valori normali significa individuarne e correggerne la causa scatenante.

Il caso più frequente è legato ad un’alterazione della funzione esocrina del pancreas e pertanto, fatta eccezione per i casi più gravi che richiedono l’intervento farmacologico, l’amilasi alta può essere controllata seguendo un corretto regime alimentare

Innanzitutto è necessario eliminare dalla dieta tutti quegli alimenti che possono causa un sovraffaticamento del pancreas come le bevande alcoliche, il caffè, il thè, il burro, la carne rossa, i formaggi stagionati, le creme e le fritture.E’ bene mangiare molti cereali integrali e consumare prodotti realizzati con farine poco raffinate. E’ inoltre opportuno mangiare carni bianche di pollo, tacchino e vitello. Per quanto riguarda la frutta consigliato è il consumo di mirtilli, arance, fragole, uva rosso e mango, tutti frutti ricchi di antiossidanti. Ancora bisogna mangiare verdura di stagione, cuocendola prevalentemente al vapore e legumi.

Articolo a cura di:
Dott. Salvatore Ruggiero

Dott. Salvatore Ruggiero

Medico laureato presso l’Università Federico II di Napoli in Medicina e Chirurgia specializzato presso lo stesso Ateneo in Idrologia Medica e Idroclimatologia. Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com .

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