Ferritina alta, bassa, cause, sintomi, valori normali, gravidanza

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La ferritina è una proteina globulare coinvolta nell’immagazzinamento del ferro. Si trova principalmente nel fegato e nella milza ed è composta da una struttura capace di contenere fino a 4500 ioni di ferro.

Il ferro è un elemento essenziale per il trasporto dell’ossigeno nel sangue e per la moltiplicazione delle cellule. Quando però è in eccesso diventa tossico per l’organismo per cui la ferritina ha il compito di inglobarlo a livello del fegato e della milza per poi restituirlo all’occorrenza. Il dosaggio della ferritina nel siero è fondamentale per la valutazione della riserva di ferro nei tessuti e per la diagnosi differenziale dell’anemia. 

Cos’è la ferritina?

La ferritina è una proteina essenziale per il deposito del ferro nelle cellule. E’ costituita da un insieme di elementi definiti sub-unità che si uniscono tra di loro per formare una cella in cui viene immagazzinato il ferro.

Si trova principalmente nelle cellule del fegato, del midollo osseo, della milza e dei muscoli scheletrici. E’ presente anche nel plasma in piccole quantità e la sua concentrazione a livello ematico definisce la quantità della riserva di ferro

A differenza del ferro legato ad un altro composto organico la ferritina viene infatti rapidamente rilasciata quando si crea una situazione di necessità.

Quali sono i valori normali della ferritina?

Il dosaggio della ferritina è molto importante per quantificare la presenza di ferro nell’organismo.

I valori normali della ferritina nell’uomo sono compresi tra i 20 ed i 200 nanogrammi/l mentre nella donna variano dai 20 ai 120 nanogrammi/l.

In caso di carenza di ferro la ferritina è sempre inferiore a 20 nanogrammi/l. I valori della ferritina possono variare in base all’età, al sesso ma anche in presenza di specifiche condizioni fisiologiche come la gravidanza in cui la ferritina tende ad abbassarsi soprattutto a partire dal terzo mese e durante la menopausa. 

Il dosaggio della ferritina viene fatto su un campione di sangue venoso prelevato dopo un periodo di digiuno di almeno 8 ore. 

Ferritina alta (iperferritinemia), cosa vuol dire? 

La ferritina alta o iperferritinemia è una condizione che si verifica quando la concentrazione ematica del ferro supera i normali valori e la parte circolante raggiunge dei valori superiori dell’1%. La scoperta dell’iperferritinemia è spesso casuale e viene evidenziata in seguito ad esami ematici di routine.

A questo punto è importante approfondire gli esami per individuare la causa che ha determinato un aumento del ferro circolante. I livelli della ferritina aumentano dall’infanzia all’età adulta raggiungendo nell’uomo un picco massimo dopo i 32 anni. 

Il riscontro dell’iperferritinemia potrebbe essere indice di diverse patologie nascoste in quanto nel 40-50% dei casi una concentrazione elevata di ferritina potrebbe nascondere una combinazione di due o tre patologie. 

Quali sono le cause della ferritina alta?

Secondo vari studi le cause più comini di iperferritinemia sono l’obesità ed il consumo eccessivo di bevande alcoliche oltre alla citolisi ed alla sindrome metabolica. Un aumento della ferritina può essere dovuto anche a fattori genetici come nel caso dell’emocromatosi che causa un eccessivo assorbimento del ferro con un accumulo ed un conseguente danno organico.

Gli esami ematici come l’emocromo, il PCR, il test di funzionalità epatica e l’aptoglobina permettono di individuare la causa responsabile dell’iperferritinemia. Altra cause meno comuni sono la porfiria, la menopausa e le patologie ematiche croniche sia congenite che acquisite che possono portare ad un sovraccarico di ferro

Sintomi ferritina alta 

I livelli elevati di ferritina si manifestano dal punto di vista clinico con una sintomatologia caratterizzata da mal di stomaco, debolezza, dolori articolari, stanchezza, palpitazioni e talvolta dolori toracici. Inoltre possono determinare danni più o meno gravi a livello degli organi dove si ha un maggior accumulo di ferro, alterandone la corretta funzionalità.

Un accumulo a livello del pancreas può determinare una riduzione nella produzione di insulina con conseguente comparsa del diabete; a livello cardiaco si potrebbe avere una cardiopatia o un’insufficienza cardiaca ed a livello epatico si potrebbe andare incontro a cirrosi e tumori epatici. 

Ferritina alta in gravidanza

Durante la gravidanza è fondamentale monitorare i livelli ematici di ferro per il benessere della mamma e del feto. Un aumento della ferritina in gravidanza può essere causato dall’uso di acido folico e vitamina B9 assunti per prevenire il rischio di malattie neurologiche come la spina bifida. 

I livelli di ferritina devono essere sempre tenuti sotto controllo perché un loro aumento potrebbe essere causa di tachicardia, ansia, stati depressivi e disturbi nel sonno. Inoltre un aumento del ferro potrebbe causare nel primo trimestre il rischio di sviluppare una forma di diabete gestazionale.

Ferritina bassa (iposideremia) 

La ferritina bassa o iposideremia è una condizione in cui il livello di ferritina ematica è al di sotto dei limiti fisiologici, vale a dire al di sotto dei 15 nanogrammi/l. Un valore più basso del normale è indice di una carenza di ferro o per ridotta concentrazione di emoglobina nel sangue o per insufficiente apporto o assorbimento. 

Il paziente potrebbe dunque essere anemico e per la conferma di ciò è necessario che il medico prescriva una serie di esami per la diagnosi e la terapia. 

Cause ferritina bassa

La ferritina bassa può essere causata da diverse condizioni. L’ipotiroidismo è spesso causa di iposideremia perché livelli bassi di ormone tiroideo determinano una riduzione della quantità di acido cloridrico prodotto dallo stomaco e quindi minor assorbimento di ferro

Anche altre patologie a carico del tratto digerente come la gastrite o il reflusso potrebbero determinare una riduzione della ferritina circolante. Inoltre livelli bassi di ferritina possono aversi anche in caso di sanguinamento come nell’ulcera gastrica o durante il ciclo mestruale abbondante. 

Sintomi ferritina bassa 

L’ipoferritinemia si manifesta con una serie di sintomi come debolezza, facile irritabilità, stanchezza fisica e mentale, mal di testa e pallore della cute. Si possono manifestare anche dolori che interessano muscoli, ossa ed articolazioni, mancanza di concentrazione, palpitazioni e talvolta tachicardia. 

La gravità dei sintomi dipende dai livelli di ferro ematici e dalla quantità di ferro contenuta nella riserva dell’organismo, la presenza di altre patologie e l’età del soggetto. La difficoltà nell’individuare una situazione di ipoferritinemia è dovuta al fatto che si sviluppa lentamente per cui nella fase iniziale può anche essere asintomatica. 

Integratori ferritina bassa 

La carenza di ferro è una condizione abbastanza frequente soprattutto nelle donne che ne dovrebbero assumere almeno 15 mg al giorno ed in gravidanza almeno 30 mg. Spesso vengono prescritti dei preparati a base di ferro perché è difficile assumerne giornalmente questa quantità solo attraverso l’alimentazione. 

Gli integratori per la ferritina bassa non devono mai essere sostituiti ad una dieta corretta ed equilibrata. Essi devono essere ben assorbibili ed assimilabili e devono pertanto contenere una buona quantità di vitamina C e vitamine del gruppo B il cui scopo è quello di contrastare la stanchezza. 

Articolo a cura di:
Dott. Salvatore Ruggiero

Dott. Salvatore Ruggiero

Medico laureato presso l’Università Federico II di Napoli in Medicina e Chirurgia specializzato presso lo stesso Ateneo in Idrologia Medica e Idroclimatologia. Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com .

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