Congiuntivite: cos’è, cause, classificazione, sintomi, diagnosi e terapia

Indice dei contenuti

Tra le patologie dell’apparato visivo da conoscere perché molto comuni, una delle principali è la congiuntivite. Si tratta di una patologia oculare che si può presentare in diverse forme e alla cui insorgenza concorrono differenti cause.

Abbiamo pensato di scrivere un approfondimento per fare chiarezza su questo quadro patologico e per indicare anche dei possibili rimedi, senza però mai sostituirsi ad un parere medico.

Cos’è la congiuntivite?

Prima di tutto bisogna spiegare cos’è la congiuntivite.

La congiuntivite è una patologia dell’occhio molto frequente, causa di circa il 70% delle visite dall’oculista. Questo dato fa capire quanto sia importante riconoscere i sintomi per giungere più velocemente ad una diagnosi. La congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva, ovvero una membrana trasparente che ricopre il bulbo dell’occhio. Questa membrana mucosa svolge una funzione di protezione dell’occhio, in particolare di protezione della cornea.

In alcuni casi i pazienti possono avere il cosiddetto “colpo d’aria all’occhio”, in particolare d’inverno quando l’aria fredda irrita l’occhio e porta ad una congestione delle ghiandole, come per esempio le ghiandole del Meibomio, di Moll e di Zeiss, la cui funzione è secernere la componente oleosa e acquosa che si trova all’interno delle lacrime. La lacrimazione diventa allora meno efficiente nella funzione di lubrificazione dell’occhio e ciò porta alla secchezza oculare, con conseguenti fastidi.

Esistono diverse forme di congiuntivite e di seguito descriviamo tutte le principali, con le cause e le caratteristiche peculiari di ciascuna.

Quali sono le varie forme di congiuntivite?

Vediamo le varie forme di congiuntivite.

Congiuntivite virale

La congiuntivite virale, la cui causa è un’infezione virale. Questa forma è causata nella maggior parte dei casi dagli adenovirus e si presenta con un quadro acuto e contagioso.

La diagnosi viene fatta con la valutazione della clinica – ovvero osservando segni e sintomi di questa condizione – ma in alcuni casi può essere necessaria la ricerca dell’agente patogeno con dei test immunologici o con le colture virali.

I sintomi della congiuntivite virale da ricordare per fare diagnosi sono:

  • la fotofobia;
  • la secrezione acquosa;
  • l’irritazione.

Nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione autolimitante, che si risolve spontaneamente senza bisogno di terapia. Ci sono però dei pazienti che hanno bisogno di una terapia con corticosteroidi topici – un esempio è il deltacortene – per vedere una risoluzione del quadro.

Congiuntivite e cheratocongiuntivite allergica

La congiuntivite allergica ha una patogenesi che non ha alla base un’infezione batterica e/o virale. La causa è infatti una reazione di ipersensibilità di tipo I, dovuta alla venuta in contatto con particolari antigeni.

Ci sono diverse forme di congiuntivite allergica e le principali sono:

  • Congiuntivite allergica stagionale: detta anche congiuntivite della febbre da fieno, è dovuta a pollini, erbe, muffa. Compare solitamente in primavera e persiste in estate/autunno seguendo il ciclo di vita della pianta responsabile. In genere il paziente non ha alcun problema durante i mesi invernali;
  • Congiuntivite allergica perenne: in questo caso gli allergeni responsabili non sono stagionali, ma sono presenti tutto l’anno. Classici esempi sono l’acaro della polvere e la forfora degli animali. Si possono avere dei quadri di sola congiuntivite o anche di cheratocongiuntivite allergica, se viene interessata anche la cornea.
  • Cheratocongiuntivite primaverile: la patogenesi è allergica ed è una condizione di gravità maggiore rispetto a quelle descritte fino ad ora. Colpisce congiuntiva e cornea, ha massima prevalenza nei maschi tra i 5 e i 20 anni (in alcuni casi si risolve con la crescita) e si associa di frequente ad asma, eczema ed altre patologie allergiche.

Congiuntivite batterica

Torniamo a parlare di un quadro infettivo, descrivendo la congiuntivite batterica. In questo caso la patogenesi è dovuta ad un’infezione batterica e sono numerosi i batteri che ne possono essere responsabili.

Il quadro si presenta caratteristicamente con:

  • Lacrimazione;
  • Iperemia;
  • Secrezione;
  • irritazione.

Per quanto riguarda la cura, in caso di infezione batterica è necessaria l’applicazione topica di antibiotici, seguita nei casi più gravi da un’assunzione sistemica del farmaco.

Congiuntivite nei bambini

Anche i più piccoli possono essere colpiti da questa malattia. Vediamo allora le caratteristiche della congiuntivite nei bambini, per capire come orientarsi nella maniera corretta. Come per gli adulti, anche i bambini possono avere delle congiuntiviti allergiche, batteriche o virali e la scelta del trattamento dipende dalla causa.

Sebbene sia possibile sospettare la patologia anche senza andare dal medico, per avere una diagnosi di certezza e per scegliere quale trattamento fare è fondamentale rivolgersi al pediatra. La congiuntivite non deve essere sottovalutata, ma necessita di un trattamento tempestivo per alleviare la sintomatologia e per evitare possibili complicanze.

Quali sono i sintomi della congiuntivite?

I principali sintomi della congiuntivite da ricordare per poter riconoscere questa malattia oculare sono quelli descritti di seguito.

Nella forma virale il paziente presenta:

  • secrezione acquosa;
  • sensazione di granelli all’interno dell’occhio, definita granulosità;
  • irritazione;
  • bruciore;
  • fotofobia, ovvero difficoltà nel tollerare la luce.

Il quadro è determinato soprattutto dagli adenovirus, come abbiamo spiegato in precedenza.

Nella forma batterica si ha soprattutto una secrezione muco-purulenta, accompagnata da dolore, irritazione ed anche da una riduzione della vista.

Nella forma allergica prevale invece il prurito, accompagnato da lacrimazione ed anche da rinite. Si ricorda che la forma allergica può essere associata ad altre malattie su base immunologica.

Come si diagnostica la congiuntivite?

Diagnosticare un quadro di congiuntivite è piuttosto semplice ed in genere è sufficiente effettuare una normale visita oculistica.

Nel corso della visita l’oculista potrà ottenere molte informazioni ed il primo passo è sempre un’accurata anamnesi: parlando col paziente, infatti, si vanno ad analizzare i sintomi che lamenta, che affiancati anche alla presenza di una serie di fattori di rischio, come allergie o recenti infezioni, sono già sufficienti per chiarire la situazione.

In aggiunta, possiamo anche fare uso degli strumenti in nostro possesso: grazie alla lampada a fessura, una sorta di microscopio che usa un fascio di luce regolabile, siamo in grado di vedere direttamente sulla superficie oculare gli effetti dell’infiammazione, come il rossore, per esempio, o l’alterazione del film lacrimale.

Nei casi più dubbi o di difficile interpretazione, in cui però rimane il sospetto di congiuntivite, si può richiedere un tampone oculare che permette di isolare e riconoscere l’eventuale agente infettivo alla base. In quest’ultimo caso abbiamo anche la possibilità di applicare una terapia molto più mirata, che è in grado di agire direttamente sul responsabile.

Quali sono i migliori rimedi consigliati per la congiuntivite?

Per il trattamento si possono sfruttare dei rimedi specifici per la congiuntivite: si consiglia innanzitutto di evitare il contatto con le cause scatenanti di questa malattia. Dunque, più che un vero e proprio trattamento, si inizia con la prevenzione, soprattutto per quelli che soffrono di una forma allergica e che conoscono gli allergeni a cui fare attenzione.

E’ utile anche utilizzare le lacrime artificiali, dal momento che la lacrimazione naturale viene compromessa nel corso della malattia. Le lacrime artificiali aiutano anche a diluire i patogeni e ad allontanarli dall’occhio, facilitando in questo modo la guarigione.

Sono stati sviluppati poi dei farmaci specifici per l’occhio e tra questi va ricordato il collirio per la congiuntivite. Il collirio può contenere diversi principi attivi: per la forma batterica si utilizzano degli antibiotici, mentre per la forma virale solitamente non si usa nulla – essendo questa autolimitante – anche se talvolta si può ricorrere a degli antivirali, soprattutto nei casi più gravi.

Per la forma allergica si utilizzano invece degli appositi colliri antiallergici che spesso prevedono, come principio attivo, antistaminici, cortisonici o decongestionanti.

Nelle forme virali di congiuntivite o di cheratocongiuntivite, l’impiego di corticosteroidi senza un opportuno antivirale, non solo non porta alla guarigione, ma facilita addirittura la crescita dei patogeni, potendo determinare in questo modo un peggioramento del quadro. Questo spiega come mai sia essenziale fare molta attenzione alla terapia ed anche fare una diagnosi corretta del quadro e delle cause alla base.

Articolo a cura di:
Giuseppe Limuti

Giuseppe Limuti

Studente di  medicina presso l'Università degli studi di Pisa, appassionato di oculistica e divulgazione medico/scientifica. Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com. Vedi il suo curriculum.

Articoli correlati