Aterosclerosi: cos’è, cause, sintomi, complicanze, diagnosi, prevenzione e cura

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L’aterosclerosi è una delle patologie croniche che più caratterizzano la popolazione a livello mondiale, con particolare prevalenza nei paesi più sviluppati dal punto di vista socioeconomico. Per rendersi conto della rilevanza di questa patologia basti tener presente che si tratta della prima causa di morte a livello mondiale, essendo la base d’appoggio e il trampolino di lancio per eventi cardiovascolari quali l’ictus e l’infarto.

In questo articolo affronteremo l’aterosclerosi e capiremo quanto sia fondamentale mettere in atto dei comportamenti preventivi al fine di rallentarne la progressione e soprattutto l’insorgenza di complicanze fatali o invalidanti.

Cos’è l’aterosclerosi?

L’aterosclerosi è una malattia caratterizzata dal progressivo deposito di materiale grasso, cellule e tessuto connettivo sulla parete che tappezza internamente i vasi sanguigni, ovvero l’endotelio. Questa condizione interessa soprattutto le arterie di medio e grande calibro, come l’aorta e le sue diramazioni, come le coronarie, carotidi e arterie cerebrali.Il materiale accumulato sull’endotelio costituisce la placca aterosclerotica (o ateromasica), che, protrudendo all’interno del vaso, riduce il calibro del vaso e di conseguenza il flusso di sangue che vi scorre all’interno e che irrora un distretto anatomico specifico.

Ridurre il flusso di sangue che rifornisce un organo significa rendere vulnerabile l’organo stesso, soprattutto in condizioni che richiedono un flusso di sangue maggiore per scopi metabolici. Esempio tipico è l’aumentato flusso richiesto dall’intestino durante la digestione di un pasto, soprattutto se abbondante.

Il blocco parziale o totale del flusso ematico è alla base dei sintomi e delle complicanze dell’aterosclerosi, e le vedremo più avanti.

aterosclerosi

Fattori di rischio cardiovascolari

L’incidenza dell’aterosclerosi è in progressiva crescita soprattutto nei paesi sviluppati, sia per l’allungamento della vita media sia per il dilagare di obesità e stile di vita scorretto nella popolazione.

I fattori di rischio cardiovascolari sono i fattori che espongono l’individuo nei confronti dell’insorgenza di malattie cardiovascolari, e costituiscono le fondamenta della sindrome metabolica, una condizione clinica in cui un certo numero di fattori di rischio tra loro correlati contribuiscono ad aumentare la probabilità dell’insorgenza di patologie cardiovascolari (quali appunto l’aterosclerosi) e il diabete mellito di tipo 2.

I fattori di rischio non modificabili sono quei fattori su cui non è possibile intervenire svolgendo delle azioni o cambiando i nostri comportamenti. In questa categoria ci sono:

  • Fattori genetici
  • Età avanzata
  • Sesso maschile.

Al contrario, i fattori di rischio modificabili comprendono delle condizioni e degli stati prevenibili o modulabili mediante il nostro comportamento o stile di vita. Essi sono:

Aterosclerosi coronarica

L’aterosclerosi coronarica è un fenomeno di aterosclerosi che interessa le arterie coronarie, responsabili dell’irrorazione del cuore. È fondamentale tenere presente che anche il cuore richiede dei vasi sanguigni dedicati, e vi sorprenderà sapere che anche i vasi arteriosi di grosso calibro ne richiedono alcuni.

In caso di aterosclerosi coronarica viene messa a repentaglio la possibilità di rifornire il cuore anche sotto sforzo, con conseguente angina instabile o infarto a seconda del livello di ostruzione di uno o più tratti di un vaso coronarico.

Aterosclerosi carotidea

L’aterosclerosi carotidea è il fenomeno di aterosclerosi che colpisce le arterie carotidi, due vasi fondamentali per l’irrorazione del cervello e di altri distretti anatomici. La placca si sviluppa in modo prevalente a livello della biforcazione tra carotide interna e carotide esterna e può determinare l’ostruzione di uno dei vasi che irrorano il cervello con successivo ictus.

Un’ostruzione parziale delle carotidi può comportare la riduzione del flusso e quindi di ossigeno al cervello, e manifestarsi con diversi sintomi.

In caso di aterosclerosi carotidea è possibile sentire un soffio a livello del collo.

Cause dell’aterosclerosi

L’aterosclerosi è una malattia multifattoriale alla cui base ci sono una serie di condizioni e fattori di rischio che interagiscono tra loro in maniera sinergica e continua nel tempo.

Il colesterolo viene trasportato nel circolo ematico all’interno di alcune proteine di trasporto, chiamate lipoproteine, tra cui spiccano le lipoproteine a bassa densità, o LDL. Le lipoproteine LDL trasportano il colesterolo dal fegato a diversi tessuti periferici, nei quali viene utilizzato in una serie di processi.

L’ipercolesterolemia è caratterizzata dalla presenza di un’eccessiva quantità di LDL, che si accumulano sulla parete dell’endotelio, e si ossidano a causa dello stress ossidativo.

Lo stress ossidativo può derivare da un’infinità di cause, tra cui soprattutto fumo di sigaretta, iperglicemia, diabete, ipertensione, dieta scorretta, sedentarietà, inquinamento, invecchiamento. Lo stress ossidativo agisce su una quantità innumerevole di processi fisiologici ed è alla base di numerosissime malattie.

Uno degli elementi che risentono negativamente dello stress ossidativo è l’endotelio, ovvero lo strato che riveste internamente i vasi sanguigni. L’endotelio infiammato diminuisce la produzione di sostanze vasodilatanti come il monossido di azoto (NO), una molecola vasodilatatrice e antinfiammatoria, e aumenta la produzione di molecole che favoriscono la riduzione del calibro del vaso e la migrazione e l’attraversamento dell’endotelio da parte dei leucociti del circolo ematico.

Ciò determina l’infiltrazione delle LDL ossidate dal circolo sanguigno allo spazio subendoteliale, sede in cui liberano il colesterolo e i trigliceridi con formazione delle placche ateromasiche.

Inoltre, i macrofagi fagocitano le LDL ossidate e si formano le cosiddette cellule schiumose (o foam cells), e numerosi tipi di cellule infiammatorie infiltrano la placca stessa, determinando la proliferazione delle cellule muscolari lisce e il mantenimento di uno stato infiammatorio cronico.

Al giorno d’oggi è radicata nella popolazione la concezione che le malattie cardiovascolari siano dovute a delle ostruzioni vascolari improvvise, e di certo l’aterosclerosi è un elemento chiave affinché si verifichi tale evento, ma non si tratta di un processo rapido e imprevisto.

Già durante l’adolescenza, infatti, si formano degli accumuli molto sottili di grassi e cellule sulla parete interna delle arterie di grosso e medio calibro, definiti strie lipidiche. Le strie lipidiche non comportano conseguenze dal punto di vista clinico, ma rappresentano il primo segno visibile del processo aterosclerotico.

Con il passare degli anni le strie lipidiche crescono in dimensioni e spessore ed evolvono a placche aterosclerotiche. Nel tempo si forma un cappuccio fibroso che abbraccia la placca, che si mantiene più o meno stabile nel tempo finché il cappuccio fibroso si mantiene integro.

Con l’evoluzione della placca in termini di spessore e struttura, il lume dell’arteria diminuisce progressivamente, ovvero c’è una stenosi progressiva, fino ad un’ostruzione totale.

Le complicanze dell’aterosclerosi si verificano quando avviene la fissurazione o la rottura del cappuccio fibroso, che espone il contenuto della placca alla mercè delle piastrine. Le piastrine sono addestrate a reagire se non riconoscono l’endotelio e si aggregano formando un coagulo.

Il coagulo ostruisce completamente il lume del vaso, ed in caso di occlusione totale si verificano l’infarto del miocardio e l’ictus a seconda del distretto anatomico coinvolto.

Sintomi dell’aterosclerosi

I sintomi dell’aterosclerosi dipendono dalla sede anatomica dell’ostruzione e dalla presenza di un’ostruzione parziale o totale del vaso.

Per molti decenni la malattia progredisce silenziosa, non dando sintomi. Quando però l’ostruzione supera il 70% del calibro (si parla di stenosi critica), iniziano a manifestarsi i sintomi da insufficienza arteriosa.

Si possono verificare sintomi quali:

  • Angina da sforzo
  • Angina instabile
  • Crampi agli arti inferiori durante una camminata (si parla di claudicatio intermittens)
  • Attacchi ischemici transitori.

Possono poi essere presenti i sintomi di patologie concomitanti all’aterosclerosi, quali il diabete o l’ Ipertensione arteriosa.

È possibile intuire come il quadro clinico non sia per nulla semplice da valutare, soprattutto in presenza di patologie plurime.

Complicanze dell’aterosclerosi

Successivamente, a seguito della rottura della placca o in caso di vasospasmi che ostruiscono completamente un vaso già di per sé ristretto si manifestano le seguenti complicanze:

Diagnosi dell’aterosclerosi

La diagnosi di aterosclerosi viene effettuata dopo aver raccolto un’attenta anamnesi da parte del medico, sulla familiarità per eventi cardiovascolari, sullo stile di vita e generalmente su qualsiasi elemento clinico che abbia una rilevanza o una correlazione con l’aterosclerosi.

Successivamente viene praticato l’esame obiettivo alla ricerca di segni quali ad esempio un soffio arterioso. Il medico può anche misurare la pressione del sangue o effettuare altre valutazioni d’organo mediante manovre specifiche.

In caso di pazienti sintomatici per sintomi da ischemia o in presenza di complicanze si effettuano una serie di esami volti alla valutazione dell’intero quadro clinico, spesso di competenza di specialisti diversi.

Nello specifico è possibile eseguire:

  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • Esami del sangue con analisi del profilo lipidico (tra cui si valutano LDL, HDL)
  • Glicemia a digiuno ed emoglobina glicosilata (HbA1C)
  • Dosaggio di markers cardiaci (come le troponine)
  • Test da sforzo
  • Ecografia con ecodoppler
  • Angio-TC
  • Angio-RM.

Nei pazienti asintomatici gli esami eseguiti sono volti ad uno screening e comprendono generalmente gli esami del sangue per misurare la glicemia, il colesterolo e il livello dei trigliceridi. Tali esami in alcuni casi vengono svolti ripetutamente.

Nel caso di fattori di rischio cardiovascolari accertati è possibile accoppiare metodiche diagnostiche quali l’ecografia delle arterie carotidi o esami che valutano la pervietà del circolo coronarico.

Terapia dell’aterosclerosi

La terapia farmacologica dell’aterosclerosi viene iniziata in presenza di una sintomatologia o in caso di complicanze.

La terapia viene calibrata dal medico sulla base del quadro clinico specifico del paziente e comprende:

  • Farmaci antiaggreganti piastrinici quali aspirina o farmaci tienopiridinici (clopidogrel, prasugrel e ticagreolor).
  • Statine, volte a ridurre il colesterolo LDL

Inoltre, è necessario trattare l’ipertensione arteriosa, il diabete o altre condizioni mediche compresenti con terapie specifiche, che comprendono ad esempio farmaci  inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori) o beta-bloccanti.

In caso di occlusione completa e insorgenza di complicanze quali l’infarto del miocardio è necessario eseguire trattamenti e procedure specifiche.

Aterosclerosi prevenzione

È importante ora chiedersi: quali sono gli obiettivi preventivi e curativi nei confronti dell’aterosclerosi? Gli obiettivi sono:

  • Riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, e quindi di LDL.
  • Riduzione dello stress ossidativo con miglioramento della disfunzione endoteliale.

In casi specifici e non gravi può essere utile dare dei consigli sullo stile di vita piuttosto che intervenire farmacologicamente, e riguardano:

  • Astensione dal fumo di sigaretta e riduzione dell’alcol.
  • Ridurre il peso corporeo fino al peso forma.
  • Aumentare l’attività fisica.

È poi possibile ottimizzare l’approccio mediante l’assunzione di integratori quali:

  • Omega-3
  • Antiossidanti
  • Fitosteroli/fibra
  • Riso rosso fermentato
  • Astaxantina
  • Picnogenolo
  • Complesso vitaminico B
  • Picolinato di cromo
  • Resveratrolo
  • Magnesio
  • Potassio
  • Vitamina D

Vi sono formulazioni specifiche studiate appositamente nella composizione, come ad esempio: Aterostar, Cardiol Forte o Normolip 5.

È consigliato anche assumere multivitaminici come ad esempio Sustenium Plus.

Dieta e aterosclerosi

Una dieta corretta fa parte degli strumenti preventivi che possiamo schierare contro l’aterosclerosi, e comprende:

  • Limitare l’assunzione di grassi saturi o alimenti eccessivamente ricchi di zuccheri semplici.
  • Non assumere un quantitativo eccessivo di proteine.
  • Assumere alimenti ricchi di antiossidanti quali frutta e verdura.
  • Incrementare l’apporto di cereali integrali e di fibre.
  • Promuovere il consumo di pesce azzurro.
  • Mangiare un quantitativo maggiore di
  • Scegliere la frutta secca come spuntino o come accompagnamento ai pasti.

Un approccio su più fronti è quindi la chiave per prevenire in maniera efficace l’aterosclerosi e per limitare al minimo l’insorgenza di complicanze che possono rivelarsi anche fatali.

Articolo a cura di:
Riccardo Armellin

Riccardo Armellin

Studente di  medicina all'ultimo anno di studi presso l'Università degli studi di Udine, appassionato di cardiologia e divulgazione medico/scientifica con certificazione in "Medical Writing". Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com.

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