Obesità infantile: cos’è, cause, prevenzione, come intervenire

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L’obesità infantile è un problema sanitario di portata molto importante. Condizione che si contraddistingue per un bilancio energetico costantemente positivo, ossia caratterizzato da una situazione in cui le calorie ingerite sono più di quelle consumate, riguarda, dati alla mano, circa il 9,4% dei bambini italiani in età scolare. Questi numeri portano il nostro Paese in cima alla classifica in Europa per quanto riguarda la problematica che dà il titolo a questo articolo.

Cause

Le cause dell’obesità infantile riguardano soprattutto le abitudini alimentari. Tra quelle considerate più a rischio troviamo la tendenza a consumare quotidianamente bevande zuccherate e la scarsa quantità di frutta nella dieta dei più piccoli. Come sottolineato da diversi esperti, un altro alimento salutare che manca spesso sulla tavola dei bimbi sono i legumi, preziose fonti di fibre e proteine vegetali.

Anche il frequente consumo di spuntini ricchi di zuccheri semplici, snack che diversi bambini assumono anche più di due volte al giorno, è un fattore di rischio che, a lungo andare, può portare all’obesità infantile.

Un’altra causa di quella che è una vera e propria patologia e un problema che incide tantissimo sulla spesa sanitaria nazionale è lo scarso esercizio fisico. Da non dimenticare è anche il lungo tempo passato davanti agli schermi, per non parlare della scarsa igiene del sonno.

A questo proposito, è utile chiamare in causa uno studio scientifico pubblicato nel 2018. Lavoro di ricerca condotto da esperti di alcune realtà accademiche britanniche e olandesi – p.e. la University of Warwick di Coventry – è partito con l’obiettivo di valutare la relazione prospettica tra sonno e obesità in un campione di soggetti in età pediatrica.

Gli studiosi hanno analizzato studi pubblicati su alcune delle più importanti banche dati scientifiche – tra cui PubMed – arrivando a considerarne quarantadue. Cosa hanno scoperto? Un’associazione tra il sonno breve e il rischio di avere a che fare con il problema dell’obesità sia nei neonati, sia nei bambini, sia negli adolescenti.

Come prevenire e intervenire

La chiave per eradicare il problema dell’obesità infantile parte dalla prevenzione. Quest’ultima, a detta di diverse voci attive nel mondo medico, parte dalla multidisciplinarietà. Diversi professionisti impegnati, fin dalla prima infanzia, accanto alla famiglia per guidarla nello sviluppo della consapevolezza in merito al problema dell’obesità: questo, a detta di molti esperti, è il punto di partenza fondamentale per prevenire la suddetta patologia.

Dal pediatra, fino allo psicologo e al dietista, sono diversi i professionisti che possono intervenire in quello che, a ragione, si può definire come un processo educazionale finalizzato a dare vita, nella quotidianità dei più piccoli, ad abitudini sane fin dai primi anni di vita.

A questo proposito è doveroso citare anche il ruolo dei laureati in scienze motorie, che possono fare la differenza con dritte relative all’esercizio fisico che siano facili da gestire anche da parte dei bambini (che non dovrebbero mai sentirsi frustrati quando fanno attività fisica).

La prevenzione dell’obesità infantile dovrebbe coinvolgere la società tutta, a partire dagli attori istituzionali. La costruzione di piste ciclabili e l’organizzazione di iniziative che invitano i più piccoli ad andare a scuola a piedi sono punti di partenza preziosi per incentivare il movimento fisico in maniera divertente e farlo diventare parte naturale delle abitudini quotidiane. Promuovere uno stile di vita sano e incentivare i giovani all’attività fisica dovrebbe inoltre diventare parte integrante della cultura aziendale. Di esempi eccellenti in Italia ce ne sono diversi, come ad esempio Naturosa: attorno al brand siciliano di frutta e ortaggi gravitano oltre 1500 atleti di diverse discipline sportive, la larga parte giovanissimi.

Ricordiamo altresì il valore che ha l’educazione alimentare nelle scuole e l’importanza di inserirla fin dai primi anni sui banchi.

Concludiamo con un focus sul ruolo dei medici di famiglia. Professionisti della salute più a contatto con i piccoli e le famiglie, fanno un lavoro di grande rilevanza anche quando sussiste la necessità di risolvere casi di effettiva obesità infantile. Possono infatti indirizzare ai professionisti giusti in ambito dietetico e psicologico e, nel contempo, dare il loro contributo nella distruzione di luoghi comuni pericolosi, in primis quello delle diete lampo.

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