Orzaiolo: cos’è, cause, sintomi, diagnosi, terapia

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L’orzaiolo è una delle condizioni patologiche benigne della palpebra più diffuse al mondo ed è proprio per la sua enorme diffusione e semplicità di diagnosi e trattamento che è fondamentale conoscerlo bene e individuarlo.

Cos’è l’orzaiolo?

L’orzaiolo è l’infiammazione su base infettiva batterica delle ghiandole sebacee delle palpebre che possono essere interne (ghiandole di Meibomio) o esterne (ghiandole di Zeiss o di Moll). L’orzaiolo, insieme al calazio, rappresenta la patologia palpebrale non neoplastica più comune e la sua diffusione così estesa è in larga parte dovuta alla localizzazione anatomica della lesione, particolarmente esposta agli agenti infettivi esterni e a processi irritativi, come lo stropicciarsi gli occhi.

Avere un numero esatto che ci dica quanto l’orzaiolo sia diffuso è piuttosto difficile, questo è anche dovuto al fatto che tende ad essere auto medicato, senza avere quindi una concreta possibilità di essere portato all’attenzione dei medici.

Nonostante questo, si può dire che tende a colpire più comunemente la popolazione giovanile, potendo potenzialmente manifestarsi ad ogni età con uguale frequenza tra uomini e donne e senza una particolare propensione verso un gruppo etnico specifico.

Quali sono le cause dell’orzaiolo?

L’orzaiolo, essendo una patologia su base infiammatoria-infettiva, vede tutto uno spettro caratteristico di cause e importanti fattori di rischio che possono portarne alla sua insorgenza. Anzitutto, nella maggior parte dei casi, l’infezione è sostenuta da un gruppo specifico di batteri, ovvero Stafilococcus aureus un comune “abitante” della nostra cute, tra cui appunto quella peri orbitale.

Per questa ragione possiamo riconoscere come cause:

  • Scarsa igiene oculare;
  • Continuo sfregamento degli occhi;
  • Privazione del sonno;
  • Diabete mellito;
  • Alcune forme di dermatiti;
  • Presenza concomitante di una blefarite.

Sintomi dell’orzaiolo

L’orzaiolo si presenta inizialmente come un rigonfiamento localizzato della palpebra, dolente e rossastro, chiaro segno di un processo infiammatorio in corso. Uno dei modi più caratteristici con cui esordisce la patologia è la comparsa di una piccola macchia giallognola al centro della tumefazione palpebrale che successivamente evolve in materiale purulento e si espande nella regione.

Il paziente riferisce al medico la sensazione di avere un nodulo sulla palpebra superiore o inferiore, che spesso si accompagna alla sensazione di bruciore agli occhi e fotofobia.

In altri casi a prevalere è il dolore localizzato, associato al gonfiore della palpebra e a irritazione e arrossamento dell’occhio. Caratteristico è il particolare fastidio o dolorabilità della zona, intensificato dalla pressione e la sensazione di un corpo estraneo nell’occhio.

Nel complesso, quindi, i sintomi che i pazienti tendono a riferire, sono:

  • Gonfiore;
  • Arrossamento;
  • Dolore;
  • Lacrimazione aumentata;
  • Fotofobia;
  • Secrezione oculare;
  • Sensazione di corpo estraneo;
  • Raramente e solo nei casi più gravi, febbre.

Diagnosi di orzaiolo

Effettuare diagnosi di orzaiolo è particolarmente semplice, infatti spesso i casi di orzaiolo non raggiungono neppure l’attenzione dell’oculista, in quanto o viene auto medicato dal paziente stesso o viene direttamente riconosciuto dal proprio medico di famiglia.

Questo è possibile soprattutto grazie al fatto che i sintomi e la presentazione clinica del disturbo sono molto caratteristici e difficilmente possono essere confusi con altri tipi di disturbi oculari.

In genere è sufficiente una semplice ispezione dell’occhio e della palpebra del paziente per riuscire ad orientarsi sul quadro clinico così da riconoscere precocemente l’infiammazione e impostare la terapia più adatta.

Orzaiolo e Calazio, quali sono le differenze?

Orzaiolo e calazio sono due patologie molto simili tra loro e spesso possono anche essere confuse durante l’iter diagnostico.

Si tratta infatti di due condizioni che colpiscono la palpebra e più nel dettaglio sono entrambe condizioni infiammatorie delle ghiandole di Meibomio o di Zeiss o di Moll, ma la sostanziale differenza risiede nel meccanismo che si nasconde dietro l’infiammazione.

Nell’orzaiolo, come già detto, l’infiammazione ha una base infettiva, mentre il calazio è un’infiammazione sterile, ovvero non è presente un’infezione batterica sottostante che lo scateni.

Sostanzialmente, l’ostruzione ghiandolare nel calazio avviene a causa di un blocco meccanico, spesso dovuto ad un addensamento del fluido prodotto dalle ghiandole stesse, che ne rendono più difficoltoso lo scarico, accumulandosi e generando infiammazione.

orzaiolo o calazio

Terapia dell’orzaiolo: rimedi e cure

Curare l’orzaiolo, soprattutto nelle sue forme semplici, è estremamente agevole, tanto che molto spesso il quadro tende a risolversi spontaneamente, senza alcun tipo di trattamento esterno. In alcuni casi però, è bene intervenire, sia per facilitarne la guarigione sia per far sì che avvenga il più rapidamente possibile.

Il primo approccio che possiamo realizzare è molto conservativo e consiste nell’apposizione di impacchi caldi: lo scopo è quello di facilitare il drenaggio delle ghiandole allontanando il patogeno e facilitando la risoluzione del quadro infiammatorio.

Importante è anche pulire adeguatamente la palpebra colpita, contestualmente all’applicazione degli impacchi, evitando potenziali sovra-infezioni, così come è bene evitare qualunque azione di tipo irritativo alla palpebra, che potrebbe peggiorare l’infiammazione.

Talora potrebbe risultare necessario l’impiego di pomate antibiotiche da applicare localmente, spesso in associazione ad antinfiammatori, soprattutto nei casi più gravi, così da combattere sia l’infezione sia l’infiammazione conseguente.

Non è mai opportuno ricorrere al tentativo di strizzare in autonomia un orzaiolo e neppure di forarlo o inciderlo, in quanto in questo modo si rischia di propagare l’infezione.

In ogni caso è sempre consigliato contattare il proprio medico curante.

Articolo a cura di:
Giuseppe Limuti

Giuseppe Limuti

Studente di  medicina presso l'Università degli studi di Pisa, appassionato di oculistica e divulgazione medico/scientifica. Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com. Vedi il suo curriculum.

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