Lombocruralgia: cos’è, fattori di rischio, cause, sintomi, diagnosi, trattamento e prognosi

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Le patologie muscoloscheletriche rappresentano una moltitudine di disturbi degenerativi, infiammatori e autoimmuni che colpiscono milioni di persone in tutto il mondo. Con una popolazione sempre più anziana la prevalenza di queste malattie è destinata a crescere. Nel suddetto articolo parleremo della lombocruralgia, patologia muscoloscheletrica sempre più diffusa tra i lavoratori.

Cos’è la lombocruralgia?

La lombocruralgia è una sindrome caratterizzata dall’irradiazione del dolore lombare lungo il territorio di innervazione del nervo crurale (femorale). Il nervo crurale è misto e origina dal plesso lombare. È formato da fibre che provengono dalle suddette vertebre lombari: L2, L3 e L4. La radice superiore origina dall’ansa anastomotica fra L2 e L3 e la radice inferiore da L4. La componente motoria innerva il muscolo ileopsoas, i muscoli anteriori della coscia e parte dei muscoli mediali (adduttore lungo in parte).

La componente sensitiva innerva la cute antero-mediale di coscia e gamba e quella dorso-mediale del piede.

Tale patologia, come nel caso della lombosciatalgia, può provocare deficit motori e/o sensitivi agli inferiori lungo il decorso della radice nervosa interessata. Va comunque preso in considerazione come la lombocruralgia risulti essere meno frequente rispetto alla sciatica ma allo stesso tempo più dolorosa.

Fattori di rischio della lombocruralgia

Di seguito vengono elencati i principali fattori di rischio inerenti allo sviluppo di lombocruralgia:

  • Età: sono maggiormente colpiti gli uomini con età superiore ai 50 anni.
  • Lavori usuranti: impieghi che prevedono il frequente sollevamento di carichi o l’essere sottoposti a continue vibrazioni (esempio autisti di autobus) sono quelli maggiormente invalidanti.
  • Vita sedentaria
  • Obesità
  • Mantenimento durante la giornata di posture scorrette e non ergonomiche: viene perciò compromessa l’adeguata mobilità della colonna vertebrale e si instaurano alterazioni muscoloscheletriche.

Cause della lombocruralgia

Vediamo ora quali sono le cause della lombocruralgia, per provare a capire più in profondità questa patologi.ìa.

Le ernie discali posteriori, in particolare quelle presenti tra L3 e L4, rappresentano la causa principale di sviluppo di lombocruralgia: la dislocazione del nucleo polposo dal disco intervertebrale può provocare la compressione delle radici nervose circostanti.

Il resto delle casistiche può essere determinato dalle suddette cause:

  • stenosi spinale: condizione causata dal restringimento del canale vertebrale, sono più soggetti gli anziani.
  • artrosi: la formazione di osteofiti (speroni ossei) a livello vertebrale può causare alterazioni e impedimenti lungo il decorso del nervo femorale.
  • compressione nervosa di origine muscolare: tra i due ventri muscolari del muscolo ileopsoas (muscolo iliaco e muscolo grande-psoas) si interpone il nervo crurale: un eventuale alterazione a livello della muscolatura (traumi e/o infiammazioni) può provocare una compressione nervosa.
  • neoplasie: le masse tumorali e le eventuali metastasi possono causare l’irritazione del nervo crurale.
  • ematomi: possono causare la compressione delle radici nervose del nervo crurale.

Quali sono i sintomi della lombocruralgia?

Ma quali sono i sintomi della lombocruralgia?

Il paziente riferisce solitamente la presenza di un dolore bruciante o a scossa elettrica che, partendo a livello lombare, si irradia lungo la fascia anteriore e interna della coscia e della gamba fino a raggiungere la parte mediale del piede. L’estensione e la localizzazione del dolore è correlato al dermatomero interessato.

Possono insorgere sintomi sensitivi come parestesie (alterazione della sensibilità) e formicolii agli arti inferiori. Nelle fasi avanzate si presenta frequentemente una debolezza muscolare agli arti inferiori soprattutto nei movimenti di flessione di anca e di estensione di ginocchio, in particolare il muscolo quadricipite può risultare ipotrofico e ipotonico. Bisogna prestare attenzione anche ai riflessi: il riflesso rotuleo potrebbe essere alterato.

Come viene diagnosticata la lombocruralgia?

Come nel caso della lombosciatalgia la diagnosi è clinica e strumentale. Nella parte clinica viene indagata l’anamnesi del paziente (storia clinica) e la sintomatologia presente. Per valutare la presenza di lombocruralgia viene eseguita una manovra specifica detta “Manovra di Wasserman”.

  • Manovra di Wasserman: il paziente è prono (disteso a pancia in giù) e si estende l’anca a ginocchio esteso o flesso. Se tale movimento evoca dolore nella zona di innervazione del nervo femorale il segno è positivo: indica la presenza di un’irritazione a questo nervo. Come nel caso della manovra di Lasegue, un dolore che compare dopo pochi gradi di estensione è correlato a un vincolo maggiore a livello della radice nervosa.

Per eseguire una diagnosi differenziale vengono eseguiti esami strumentali quali RX (radiografie), TAC (tomografia assiale computerizzata), RMN (risonanze magnetiche) e EMG (elettromiografia) per individuare la causa specifica dello sviluppo di lombocruralgia.

Trattamento della lombocruralgia

In base al periodo in cui compare e permane la sintomatologia la lombocruralgia può essere suddivisa nelle seguenti categorie e quindi richiedere i conseguenti interventi:

  • Cruralgia acuta (0 – 30 giorni): nei primi giorni si consiglia l’assunzione di farmaci antinfiammatori quali FANS o corticosteroidi per ridurre il dolore. In caso di cruralgia severa il paziente deve osservare almeno 3 giorni di riposo. Un ruolo fondamentale nel trattamento di tale patologia lo ricopre la riabilitazione fisioterapica: esercizi di rieducazione posturale e di riattivazione e potenziamento della muscolatura del tronco e degli arti inferiori rappresentano le basi per poter riprendere le attività lavorative e sociali. Gli esercizi fisioterapici aiutano il paziente a prendere consapevolezza della propria condizione e favoriscono l’esecuzione economica e ergonomica delle attività della vita quotidiana: questo agevola la prevenzione verso eventuali recidive.
  • Cruralgia subacuta (30 – 60 giorni): si prosegue con la somministrazione della terapia farmacologica abbinata alla riabilitazione fisioterapica. Nuovi studi hanno mostrato come infiltrazioni locali di ossigeno-ozono terapia possano ottenere ottimi risultati in tali casistiche di cruralgia.
  • Cruralgia cronica (+ di 90 giorni): viene quasi esclusivamente consigliato il trattamento chirurgico. In genere questi pazienti presentano importanti deficit neurologici periferici che causano invalidità nelle attività della vita quotidiana.

Prognosi della lombocruralgia

La lombocruralgia nella maggior parte dei casi presenta una prognosi favorevole. Un trattamento precoce abbinato a una corretta educazione del paziente risultanofondamentali per garantire il benessere del soggetto e prevenire l’instaurarsi di eventuali recidive.

Articolo a cura di:
Chiara Colò

Chiara Colò

Fisioterapista laureata in Fisioterapia presso l'Università degli Studi Padova  master di primo livello in Fisioterapia Neurologica presso l’università di Verona.Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com.

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