Come stimolare il collagene: i principali trattamenti benefici

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Tra le proteine che il nostro organismo produce fisiologicamente, il collagene è una delle più note e i suoi effetti benefici per i tessuti hanno portato a interrogarsi su come stimolare il collagene per favorire la sua produzione da parte del nostro corpo. Il collagene è uno degli elementi costitutivi essenziali del tessuto connettivo e della pelle ed è la proteina che garantisce alla cute la sua compattezza e la sua luminosità.

Con l’avanzare dell’età si nota una progressiva riduzione del collagene nei tessuti e ciò spiega come mai con l’invecchiamento la pelle tenda a perdere l’aspetto tipico della cute giovanile, a divenire meno luminosa e con le imperfezioni estetiche maggiormente visibili. Capire quali sono i trattamenti che consentono di stimolare il collagene può essere di aiuto a tutti coloro che intendono mantenere un aspetto giovanile e favorire il benessere della cute e dei tessuti.

I principali trattamenti per stimolare la produzione di collagene

Varie ricerche scientifiche hanno dimostrato che è possibile aumentare la produzione di collagene e sono stati ideati dei trattamenti specifici che aiutano a raggiungere questo scopo. La ricerca scientifica sul collagene e sulla sua produzione è ancora in corso, gli esperti del settore ritengono che nei prossimi anni la nostra conoscenza sarà ulteriormente ampliata e che potranno essere proposti anche trattamenti innovativi.

Attualmente sono tre i trattamenti proposti, ovvero la biostimolazione, il PRP e il microneedling. Non per forza bisognerà sceglierne uno dei tre, parlando con il proprio medico estetico di fiducia si potrà infatti anche decidere di sfruttare in contemporanea più trattamenti per la stimolazione del collagene e per il ringiovanimento della cute.

Per tutti questi trattamenti è consigliabile rivolgersi a un professionista sanitario, che abbia esperienza nel settore della medicina estetica e che sia consapevole dei vantaggi e dei potenziali rischi di ciascun trattamento. Capita talvolta che i pazienti preferiscano optare per soluzioni più economiche, pagando con la loro salute lo sconto economico ricevuto. Per tutti i trattamenti sanitari il suggerimento è di rivolgersi solo a professionisti esperti, evitando di mettere a rischio la salute.

Biostimolazione

Uno dei principali trattamenti che contribuiscono ad aumentare la produzione del collagene è conosciuto come biostimolazione. Questo trattamento prevede l’infiltrazione di sostanze che sono in grado di agire sui fibroblasti, cellule responsabili della produzione della proteina e in questo modo la quantità totale di collagene prodotto aumenta.

Tra le sostanze utilizzate per la biostimolazione bisogna ricordare la tossina botulinica, alcune vitamine e l’acido ialuronico. L’acido ialuronico è una delle principali sostanze impiegate in ambito estetico. Lo ritroviamo non solo nel trattamento di biostimolazione, ma anche nella formulazione di varie creme con acido ialuronico.

Per l’infiltrazione delle sostanze si utilizzano degli aghi di piccolissimo diametro, in modo da non causare traumi ai vari strati della pelle. Il trattamento di biostimolazione ha una durata complessiva di circa mezz’ora e non bisogna seguire particolari precauzioni al termine dello stesso. 

PRP

PRP è l’acronimo di Platelet-Rich Plasma e sta spopolando negli ultimi anni nel settore della medicina estetica. Nella pratica si utilizza il plasma del paziente, dopo averlo arricchito con piastrine autologhe. Il PRP trova oggi impiego in ambito post-chirurgico e ortopedico, ma anche nel settore estetico per ringiovanire la cute, contribuendo in particolare all’incremento della produzione di collagene.

L’effetto di stimolazione sulla produzione del collagene è legato alla presenza all’interno delle piastrine dei fattori di crescita piastrinici. Si tratta di proteine che svolgono diverse azioni, tra cui un’azione sull’acido ialuronico che porta a una aumentata capacità di trattenere le molecole d’acqua, uno stimolo alla crescita della componente cellulare del derma e un’azione di stimolo sui fibroblasti affinché producano nuovo collagene nel derma.

Microneedling

Il terzo trattamento da descrivere è il microneedling, anche questo molto apprezzato per la possibilità di giungere a una produzione incrementata del collagene. L’idea alla base di questo trattamento è che i fibroblasti – cellule preposte alla produzione di collagene – si attivano in occasione di eventi traumatici ai tessuti. Con il microneedling il professionista va a creare dei microtraumatismi, allo scopo di attivare i fibroblasti e spingerli a produrre collagene. 

Per riscontrare dei benefici è necessario sottoporsi a più sedute. Ogni seduta ha una durata di circa trenta minuti e durante il trattamento il paziente generalmente non avverte una sensazione dolorosa fastidiosa. Non è prevista infatti la somministrazione di anestesia prima della seduta, ma su richiesta del paziente è possibile l’applicazione di crema anestetica sulla zona che deve essere trattata.

Prima di sottoporsi al trattamento microneedling è importante sapere che al termine della seduta la zona cutanea trattata dovrà essere riparata dal sole. Di solito questo trattamento viene sconsigliato durante il periodo estivo per il rischio di esposizione ai raggi solari, ma se si avrà cura di proteggere la zona trattata si potrà eseguire questo trattamento anche nei mesi più caldi dell’anno.

Articolo a cura di:
Daniela Scandali

Daniela Scandali

Igienista Dentale laureata in “Igiene Dentale” presso l’Università di Ancona e professore a contratto presso l’Università degli Studi di Verona nel Dipratimento di Scienze Chirurgiche Odontostomatologiche e Materno-Infantili

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