Alluce valgo: cos’è, sintomi, diagnosi e trattamento

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L’alluce valgo è una patologia ortopedica che riguarda l’alluce e che può colpire chiunque, sebbene le donne siano a maggior rischio.

Cos’è l’Alluce Valgo?

Con il termine alluce valgo si intende una deformazione dell’alluce, ovvero del primo dito del piede. I pazienti che soffrono di questa patologia presentano un alluce deviato lateralmente, quindi che tende ad avvicinarsi alle altre dita del piede. L’alterazione della fisiologica posizione del primo dito comporta la deviazione laterale della falange distale, ma al contempo il primo osso metatarsale a sporge medialmente.

Questa patologia può colpire tutti, ma studiando la prevalenza nella popolazione si nota che le donne sono maggiormente colpite. Il rapporto donna – uomo è di 15:1 e si stima che nel nostro paese quattro donne su dieci abbiano il valgismo dell’alluce.

Per quanto riguarda la fascia d’età, l’incidenza della patologia è massima tra i 40 e i 50 anni. Nonostante si tratti di una deformazione più frequente nell’adulto, essa si può presentare anche con delle forme giovanili tra i 20 e i 25 anni, oppure con delle forme tipiche dell’anziano, spesso insieme all’osteoartrosi.

Quali sono le cause dell’alluce valgo?

Per descrivere le cause dell’alluce valgo è utile fare una suddivisione in due categorie. Da un lato abbiamo le cause congenite di questa deformazione, dall’altro invece le cause acquisite.

Per quanto concerne le cause congenite, sembra che ci possa essere una predisposizione genetica: è stata osservata infatti una prevalenza maggiore nei figli di persone che soffrono di valgismo dell’alluce. Anche alterazioni del piede presenti fin dalla nascita possono portare a questa deformazione, il tipico esempio è il piede piatto.

Ci sono poi delle cause secondarie che predispongono allo sviluppo del valgismo del primo dito del piede, anche se non tutti i pazienti affetti da queste patologie avranno effettivamente la deformazione descritta. Alcuni esempi sono la gotta, l’artrite reumatoide e la sindrome di Marfan.

Quali sono i sintomi dell’alluce valgo?

Conoscere i sintomi dell’alluce valgo aiuta ad inquadrare la problematica e ad ipotizzare che si possa trattare di questa patologia. All’esame obiettivo si notano la deviazione laterale dell’alluce e la contemporanea sporgenza mediale del primo metatarsale. 

Alla base vi è dunque un’alterazione che colpisce la prima articolazione metatarso-falangea e che comporta la comparsa di dolore e gonfiore. Il dolore può determinare anche un’impotenza funzionale, ovvero il paziente non riesce ad utilizzare correttamente il piede, con una conseguente compromissione della deambulazione.

Può essere presente anche arrossamento in corrispondenza della sporgenza ossea ed in alcuni pazienti si osserva l’ipercheratosi, termine medico con cui si indica l’ispessimento della cute.

I sintomi descritti non devono per forza essere presenti tutti contemporaneamente perché si tratti di valgismo dell’alluce. Va detto anzi che nelle forme iniziali i pazienti possono anche essere asintomatici, il che potrebbe ritardare la diagnosi della deformazione.

alluce valgo sintomi

Diagnosi dell’ alluce valgo

Per farela  diagnosi di alluce valgo c’è un percorso diagnostico da seguire.

Tutto inizia con la visita clinica del paziente, visita che consiste nell’anamnesi, nell’osservazione del piede e nello studio del cammino. Valutare la deambulazione è utile, perché consente al medico di osservare se il paziente appoggia il piede correttamente, ricordando che il valgismo dell’alluce può causare un’alterazione della deambulazione. Un esame strumentale utile è la radiografia, la quale viene eseguita a paziente in piedi. Effettuandola con il paziente in posizione eretta si può osservare come risponde il piede al carico.

La visita clinica e la radiografia sono le due indagini di primo livello del percorso diagnostico. Per arrivare ad una diagnosi definitiva potrebbero però essere necessari ulteriori approfondimenti, eseguiti con l’ecografia, la TAC o la risonanza magnetica. La scelta degli esami strumentali da eseguire spetta al medico e dipende dalla condizione clinica del singolo paziente.

Trattamento alluce valgo 

Il valgismo dell’alluce non è una condizione che va incontro ad una regressione spontanea, il che spiega come mai sia necessario individuare il corretto trattamento dell’alluce valgo per evitare che la deformazione peggiori.

Sono due i possibili approcci per la gestione di questa patologia ortopedica. Ai pazienti si può proporre un trattamento conservativo, o in alternativa un trattamento chirurgico.

Trattamento conservativo alluce valgo

Il trattamento conservativo per l’alluce valgo ha come obiettivi la riduzione della sintomatologia ed il rallentamento della progressione della deformazione. Con questo tipo di trattamento si ha la possibilità di tenere sotto controllo il valgismo, ma va sottolineato che non è possibile far regredire la deformazione.

Coloro che soffrono di questa patologia dovrebbero innanzitutto scegliere le giuste calzature. Vanno bene le scarpe sportive, mentre sono da evitare le scarpe con il tacco e tutte le altre calzature che costringono il piede e non gli consentono di muoversi liberamente.

Alcuni ortopedici consigliano l’utilizzo dei plantari, i quali favoriscono il corretto allineamento delle ossa. I plantari sono utilizzati anche in altre condizioni patologiche, si pensi ad esempio alla gonalgia. I pazienti possono anche chiedere la realizzazione di ortesi su misura dietro consiglio dell’ortopedico di fiducia. 

Al fine di ridurre la sintomatologia si può ricorrere a delle sedute di fisioterapia con esercizi specifici per l’alluce valgo e per migliorare la deambulazione. Si può anche assumere una terapia farmacologica, che prevede soprattutto FANS assunti per via orale ed in rari casi delle iniezioni di corticosteroidi. 

Trattamento chirurgico alluce valgo

Non sempre il trattamento conservativo riesce a rallentare il decorso della patologia e a ridurre la sintomatologia in maniera significativa. Nei pazienti che non hanno ottenuto benefici dall’approccio conservativo si può pensare al trattamento chirurgico per l’alluce valgo.

Sono numerosi gli approcci chirurgici disponibili, come spiegato nello studio scientifico di Niall A Smyth e Amiethab A Aiyer. Attualmente gli approcci chirurgici più utilizzati sono quelli che prevedono delle tecniche conservative per l’articolazione e che sfruttano delle osteotomie per correggere le deformità ossee.

Le osteotomie sono delle fratture artificiali che, se realizzate in maniera precisa, danno la possibilità di correggere le deformazioni. In quasi tutti i pazienti si procede con un’osteotomia nella parte distale del primo metatarsale, mentre in una percentuale ridotta di pazienti si preferisce intervenire con un’osteotomia nella parte prossimale, oppure con una duplice osteotomia prossimale e distale.

Dopo aver determinato la frattura e riposizionato l’osso, l’intervento chirurgico prosegue con il bilanciamento dei legamenti e dei tendini dell’alluce. L’obiettivo è garantire l’equilibrio dell’articolazione per recuperare il corretto movimento dell’alluce e del piede.

Articolo a cura di:
TSRM Sergio Tonelli

TSRM Sergio Tonelli

Tecnico Sanitario di Radiologia Medica laureato presso lUniversità degli Studi di Brescia in "Tecniche di Radiologia Medica, Radioterapia, Medicina Nucleare". Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com. Approndisci su Linkedin

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