Endocardite: cos’è, cause, sintomi, complicanze, diagnosi e terapia

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Come quasi sicuramente avete intuito, il suffisso -ite in medicina viene utilizzato per indicare un processo infiammatorio a carico di un tessuto o di un organo, e il termine endocardite si riferisce infatti ad un’infiammazione dell’endocardio.

L’endocardite è una malattia la cui incidenza si è mantenuta costante negli ultimi anni, mentre era maggiormente elevata attorno agli anni ’50. Secondo gli studi epidemiologici che sono stati eseguiti risulta maggiormente colpito il sesso maschile, e l’insorgenza dei sintomi si verifica maggiormente dopo i 50-60 anni di età, sebbene siano stati segnalati dei casi anche nell’età dell’infanzia.

In questo articolo affronteremo l’endocardite, con l’obiettivo di carpirne gli aspetti maggiormente rilevanti nella pratica clinica e nell’ambito delle possibilità di trattamento, con un accenno anche alla prevenzione.

Cos’è l’endocardite?

L’endocardite è definibile come l’infiammazione dell’endocardio, ovvero del foglietto che riveste internamente le camere cardiache, valvole cardiache comprese. E sono proprio le valvole cardiache ad essere coinvolte maggiormente nel processo endocarditico, con possibile insorgenza anche sulle valvole di origine protesica o su difetti cardiaci congeniti.

Come vedremo nel corso dell’articolo alla base dell’endocardite ci possono essere sia cause infettive che cause non infettive, ed il trait d’union tra le due categorie è proprio l’innesco e la presenza di un processo infiammatorio in una regione più o meno ampia dell’endocardio.

L’infiammazione dell’endocardio ha delle conseguenze sia locali che sistemiche, con delle differenze a seconda della causa specifica che ha innescato il processo patologico. Le conseguenze locali interessano i tessuti del cuore, mentre quelle sistemiche possono coinvolgere qualsiasi organo o tessuto dell’organismo.

Endocardite: conseguenze locali e sistemiche

Le conseguenze locali possono essere:

  • Danno a carico delle valvole cardiache, con conseguente insufficienza valvolare e relative conseguenze sull’intera funzionalità del cuore. Sulle valvole i batteri in proliferazione possono formare delle strutture solide definite vegetazioni, che fluttuano al passaggio del sangue nelle camere cardiache e al movimento delle valvole che si aprono e chiudono seguendo il ciclo cardiaco.
  • Danno esteso ai miocardiociti del miocardio con possibile compromissione della funzionalità di una regione più o meno ampia della parete cardiaca, con anomalie nella contrazione cardiaca e nella conduzione dell’impulso e quindi con possibili aritmie.
  • Diffusione del processo infettivo (in caso di endocardite infettiva) all’aorta che origina dal ventricolo sinistro del cuore, con conseguente aortite.
  • Possibili ascessi nello spessore del miocardio, dilatazione della parete ventricolare (definita aneurisma ventricolare, soprattutto in caso di infezioni da funghi).

Le conseguenze sistemiche si verificano in caso di distacco di frammenti delle vegetazioni , che migrano nel circolo sanguigno fino ad ostruire un ramo di un’arteria periferica, determinando ictus o alterazioni patologiche di diverso tipo ed entità a carico di diversi organi. Le conseguenze sistemiche sono:

  • Embolizzazione di frammenti delle vegetazioni, con diverse manifestazioni a seconda che l’endocardite interessi il cuore destro o il cuore sinistro.
  • Processi immuno-mediati, in caso di endocardite cronica.

Classificazione dell’endocardite

L’endocardite si può classificare in base al tipo di causa in:

  • Endocardite infettiva, cui ci riferiremo maggiormente in questo articolo
  • Endocardite non infettiva.

L’endocardite infettiva è dovuta ad una serie di agenti patogeni che descriveremo nel paragrafo successivo, ma vi basti sapere che è classificabile ulteriormente in:

  • Endocardite infettiva acuta, se l’endocardite insorge all’improvviso in maniera clinicamente significativa e progredisce in pochi giorni.
  • Endocardite infettiva subacuta, se l’endocardite insorge in maniera subdola e progredisce secondo un orizzonte temporale di settimane o mesi.
  • Endocardite su protesi valvolare, in caso di endocardite interessante una valvola protesica che ha sostituito una vecchia valvola non più performante o compromessa da una valvulopatia.

Cause dell’endocardite

Alla base dell’endocardite infettiva c’è un agente patogeno che ha determinato un’infezione in una sede dell’organismo spesso anche molto distante dal cuore, esempio più comune è un ascesso presente nella cavità orale a seguito di procedure odontoiatriche. Altre cause possono essere interventi cardiochirurgici, procedure vascolari.

L’endocardite infettiva si sviluppa a seguito dell’accesso dei batteri in proliferazione nella circolazione sanguigna e all’attecchimento su regioni di endocardio, soprattutto se già di base compromesse da un altro fenomeno patologico. Oltre ai batteri anche i funghi possono determinare l’endocardite infettiva.

I batteri maggiormente responsabili di endocardite infettiva sono:

  • Staphylococcus aureus
  • Streptococchi del gruppo D (come Streptococcus bovis, Streptococcus gallolyticus)
  • Streptococchi viridanti (come Streptococcus mutans, Streptococcus oralis)
  • Enterococcus faecalis
  • Pseudomonas aeruginosa (soprattutto nei tossicodipendenti)
  • Enterobacteriaceae
  • Neisseria
  • Gruppo HACEK

L’endocardite non infettiva non è dovuta ad un’infezione da parte di un agente patogeno, ma a processi che favoriscono un’ipercoagulabilità del sangue quali:

L’endocardite non infettiva è caratterizzata dalla formazione di coaguli di sangue sterili, ovvero non contenenti microrganismi, su valvole le cui superfici spesso già parzialmente danneggiate. I coaguli si depositano e aderiscono alle superfici delle valvole cardiache  e possono essere sede di infezione da parte di agenti patogeni circolanti, con un rientro nella categoria delle endocarditi infettive. La prognosi quindi non è buona, e ciò dipende anche dalla malattia alla base dell’endocardite stessa.

Fattori di rischio dell’endocardite

Nei fattori di rischio dell’endocardite rientrano elementi che facilitano l’infezione dell’endocardio da parte di agenti patogeni o l’ingresso di batteri nel sangue e sono:

  • Iniezione di sostanze stupefacenti, soprattutto in caso di aghi non sterili
  • Età avanzata
  • Pazienti con protesi valvolari
  • Soggetti immunocompromessi
  • Cardiopatie congenite
  • Prolasso valvolare mitralico
  • Esiti di altre cardiopatie, tra cui infarto del miocardio o cardiopatia reumatica.

Sintomi dell’endocardite

Ma come si manifesta l’endocardite?

I sintomi possono variare da soggetto a soggetto in relazione anche alla causa che ha determinato l’endocardite, sia essa infettiva o non infettiva, ed inoltre a seconda della velocità di insorgenza della patologia. Nel caso di endocardite subacuta il quadro clinico può essere leggero per qualche tempo, salvo poi manifestarsi in maniera violenta, spesso con eventi tromboembolici.

Il quadro clinico dell’endocardite infettiva può comprendere:

  • Febbre (talora molto elevata con brivido)
  • Affaticamento
  • Tachicardia
  • Sudorazione
  • Perdita di peso
  • Anemia

Sintomi e segni minori comprendono:

  • Dolore alle articolazioni (artralgie)
  • Ingrandimento della milza (splenomegalia)
  • Stato confusionale
  • Manifestazioni degli emboli settici su cute e unghie (con noduli dolorosi sottocutanei), retina (ne sono un esempio le macchie di Roth).

Complicanze dell’endocardite

Le complicanze dell’endocardite riguardano sostanzialmente le conseguenza dei fenomeni embolici, ovvero l’ostruzione completa di uno o più segmenti di arterie appartenenti al circolo vascolare o al circolo ematico di altri organi.

Si possono infatti verificare:

  • Ictus
  • Infarto del miocardio (in caso di ostruzione di un’arteria coronarica)
  • Insufficienza cardiaca (frequente in caso di endocardite batterica acuta)
  • Insufficienza valvolare severa
  • Aritmie maligne
  • Insufficienza renale in caso di glomerulonefrite focale o diffusa
  • Shock settico.

Diagnosi dell’endocardite

La diagnosi dell’endocardite viene eseguita mediante il raccoglimento di un’attenta anamnesi, in cui vengono valutati i fattori di rischio del paziente ed eventuali fonti di infezioni, come ad esempio procedure odontoiatriche recenti o altri interventi chirurgici.

Successivamente viene condotto l’esame obiettivo in cui è possibile valutare l’obiettività del sistema cardiovascolare, con particolare attenzione a eventuali soffi cardiaci di nuova insorgenza e legati alla compromissione della valvola su cui ha attecchito l’agente patogeno.

Ai fini diagnostici di un’endocardite infettiva è necessario che vi sia il riscontro di agenti batterici in emocolture raccolte e analizzate in serie, il che significa che vi sono batteri in proliferazione che sono entrati nel sangue.

La diagnosi si basa sul soddisfacimento di criteri diagnostici precisi e si può avvalere di svariati esami strumentali, quali:

  • Ecocardiogramma (che evidenzia soprattutto le vegetazioni sulla valvola)
  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • TC (occasionalmente)
  • PET (in casi selezionati).

Terapia dell’endocardite

Il trattamento dell’endocardite batterica comprende:

  • Antibiotici somministrati per via endovenosa, a dosi elevate e per un periodo di almeno 2 settimane.
  • Interventi cardiochirurgici di sostituzione o riparazione valvolare.
  • Procedure odontoiatriche al fine di drenare eventuali ascessi della cavità orale.

Prevenzione dell’endocardite

Come prevenire endocardite?

Nei soggetti che presentano diversi fattori di rischio per lo sviluppo dell’endocardite, è possibile che il medico prescriva una profilassi antibiotica. Questo viene fatto prima di procedure dentistiche (come l’estrazione di un dente) o altre procedure medico-chirurgiche.
Articolo a cura di:
Riccardo Armellin

Riccardo Armellin

Studente di  medicina all'ultimo anno di studi presso l'Università degli studi di Udine, appassionato di cardiologia e divulgazione medico/scientifica con certificazione in "Medical Writing". Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com.

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