Distacco di retina: cos’è, sintomi, diagnosi, cause e trattamento

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Il distacco di retina è uno degli eventi più improvvisi e drammatici che possano insorgere, spesso senza preavviso, in un paziente oculistico che, per la modalità di insorgenza, arreca anche grande allarme nel soggetto stesso, potendo portare a cecità.

Cos’è il distacco di retina?

Per distacco di retina si intende la separazione meccanica tra lo strato neurosensoriale retinico e l’epitelio pigmentato retinico.

È bene ricordare che i due strati hanno origini embriologiche diverse e che rimangono adesi grazie a tre principali condizioni:

  • Effetto tampone del corpo vitreo;
  • Cariche elettrostatiche tra epitelio pigmentato (+) e retina sensoriale (-);
  • Trasferimento di ioni e liquidi da parte dell’epitelio pigmentato retinico.

Tipologie di distacco di retina

Nel grande calderone dei distacchi di retina, possiamo riconoscerne diverse tipologie in base a differenti criteri classificativi.

I principali sono soprattutto due:

  • Distacco da forma primitiva o regmatogena;
  • Distacco da forma secondaria.

La prima si verifica quando si ha la formazione di una soluzione di continuo della retina, la seconda può avere diverse cause: quando si ha un processo infiammatorio che cresce dall’interno o dall’esterno della coroide, per esempio.

Distacco di retina da forma primitiva (o regmatogena)

Il distacco di retina primitivo o regmatogeno è la forma più comune dal punto di vista epidemiologico.

Il termine “regma“, da cui deriva la descrizione di questa tipologia di distacco, identifica la rottura retinica che permette al liquido derivato dal gel vitreale liquefatto di incunearsi nello spazio sottoretinico. Quest’ultimo è uno spazio “virtuale” esistente tra neuroretina ed epitelio pigmentato.

La sequenza patogenetica è data da:

  1. Liquefazione vitreale: l’invecchiamento del vitreo può portare alla formazione di lacune di liquido all’interno del gel. Queste lacune presentano una tendenza a confluire e così si ha una riduzione delle proprietà ammortizzanti e della stabilità del gel stesso;
  2. Distacco posteriore del vitreo: separazione della corteccia del vitreo dalla membrana limitante interna
  3. Trazione vitreo–retinica: è un vero e proprio collasso acuto del vitreo, con movimenti del bulbo oculare;
  4. Rottura della retina: formazione di una soluzione di continuo della retina (regma) in corrispondenza della zona sottoposta a trazione vitreale. Si verifica in modo più frequente nella regione equatoriale e nei settori superiori. Il vitreo liquefatto passa a livello dello spazio sottoretinico e si ha così la separazione dell’epitelio pigmentato dalla retina sensoriale.

La patogenesi può essere legata a:

  • Corpo vitreo: costituito da fibrille vitreali intrecciate ed immerse in acido ialuronico. Contiene acqua al 99% e presenta massima aderenza al neuroepitelio;
  • Rapporti fra vitreo e retina;
  • Retina.

La maggior parte delle rotture retiniche non porta a distacco perché l’adesione è garantita da: mucopolisaccaridi nello spazio sottoretinico; differente pressione oncotica fra coroide e spazio sottoretinico; trasferimento metabolico di ioni e liquidi dall’epitelio pigmentato retinico.

Quindi il distacco di retina si verifica quando la combinazione di fattori che promuovono la separazione supera le fisiologiche forze di adesione.

Distacco di retina da forma secondaria

Si tratta di un distacco trazionale ovvero si crea una forza di trazione sulla retina da parte di membrane o per esempio anche da parte di altre possibili patologie che colpiscono la retina e che solo in un secondo momento ne causano il distacco.

Il punto fondamentale di distinzione con la forma precedente è quindi la sostanziale assenza di un vero e proprio punto di rottura, da cui poi si possa generare il distacco, manca, appunto, il regma.

Può essere secondario a diverse condizioni, quali:

  • distacco retinico trattato con successo;
  • distacco retinico non trattato;
  • rotture giganti;
  • retinopatia diabetica proliferante.

Possiamo avere anche una forma essudativa, quando il liquido sottoretinico derivato dalla coriocapillare raggiunge lo spazio sottoretinico attraverso un epitelio pigmentato retinico alterato (processi infiammatori, alterazione della barriera emato-oculare, tumori retinici).

Sintomi del distacco di retina

La manifestazione d’esordio del distacco di retina è spesso ben riconoscibile e caratteristica, tanto che non appena esordiscono, costituiscono segnale di allarme nel paziente, che si reca dal proprio medico o ancora più spesso in pronto soccorso.

I sintomi più comuni sono:

  • fosfeni: ovvero il paziente lamenta la visioni di lampi luminosi;
  • miodesopsie: il paziente dirà di vedere delle piccole ombre o dei “moscerini” nel suo campo visivo;
  • progressiva riduzione del campo visivo, che se arriva ad interessare la macula può diventare cecità.

Differentemente da quanto si possa pensare, il distacco di retina è generalmente indolore.

Come viene diagnosticato il distacco di retina?

Lo strumento migliore e più efficace per diagnosticare il distacco di retina è sicuramente l’oftalmoscopia indiretta in midriasi.

Questa tecnica consiste sostanzialmente nell’osservazione del fondo oculare successivamente alla somministrazione di collirio per dilatare la pupilla.

In questo modo si può avere uno sguardo verso la retina, così da descriverne morfologia, caratteristica e posizionamento.

In aggiunta possiamo senza dubbio confermare o indirizzare la diagnosi aiutandoci con la raccolta di una approfondita anamnesi e lo studio degli eventuali sintomi riferiti dal paziente al momento della visita.

Quali sono le cause di distacco di retina?

Come già detto in precedenza, le varie forme di distacco di retina hanno alla base una serie di possibili condizioni favorenti o scatenanti.

Le principali cause di distacco di retina sono:

  • forte miopia: aumentare eccessivamente la lunghezza del bulbo oculare, infatti, porta a stiramento delle sue componenti, tra cui la retina stessa che può andare incontro a distacco;
  • pregresso intervento chirurgico di cataratta: può essere legato alla procedura chirurgica con manovre non precise che portano a rottura della capsula posteriore, ingresso di parte del vistreo in camera anteriore, creando forze trattive sulla retina; ciò può comportare, a distanza di qualche giorno dall’intervento di cataratta, un distacco di retina;
  • trauma oculare;
  • degenerazione retinica;
  • storia familiare di distacco di retina;
  • come complicanza della formazione di membrane epiretiniche;
  • alcune forme di uveiti.

Come viene trattato il distacco di retina?

Ad oggi, esiste un ampio ventaglio di possibili approcci terapeutici in mano all’oculista per porre rimedio ad un distacco di retina.

Il primo passo è sempre una diagnosi precoce: riconoscere in tempo un distacco di retina permette di intervenire tempestivamente riducendo al minimo le possibili complicanze e garantendo una guarigione completa.

Il trattamento nei casi in cui si verifichi solo una rottura senza distacco consiste nella creazione di una cicatrice corio-retinica, che può essere effettuata attraverso la crioterapia (adesione in 1-3 settimane) o la laser terapia (adesione 7 – 10 gg).

Qualora invece si presenti un distacco vero e proprio si può intervenire tramite:

Trattamento delle rotture

Si immettono dall’esterno degli impianti di silicone che creano una adesione dall’esterno all’interno, cercando quindi di accollare l’epitelio pigmentato retinico verso la retina, oppure si usano dei gas in grado di creare anch’essi della pressione sulla retina (pneumoretinopessia);

Indentazione retinica

attraverso il piombaggio, apposizione di materiali indentanti in settori sclerali in corrispondenza della rottura, oppure il cerchiaggio, apposizione di materiale per ridurre il diametro del bulbo allo scopo di diminuire la trazione vitreale circonferenziale;

Drenaggio del liquido sottoretinico

Può essere effettuata anche una vitrectomia, con il vitrectomo (strumento con all’apice una lama che taglia e aspira il vitreo), che ha lo scopo di rimuovere completamente il vitreo e di liberare così la retina dalle membrane;

Iniezioni di corticosteroidi

I distacchi trasudativi dovuti ad uveite possono essere trattati localmente con un’iniezione di corticosteroide perioculare, con un’iniezione di corticosteroide intravitreale o con un impianto di desametasone intravitreale.

Articolo a cura di:
Giuseppe Limuti

Giuseppe Limuti

Studente di  medicina presso l'Università degli studi di Pisa, appassionato di oculistica e divulgazione medico/scientifica. Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com. Vedi il suo curriculum.

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