Ipotensione Arteriosa (Pressione Bassa): cos’è, tipologie, cause, sintomi, complicanze, diagnosi e rimedi

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Due tra i sintomi di cui si sente parlare più spesso nella vita di tutti i giorni sono il capogiro e la sensazione di svenimento, la cui causa viene spesso attribuita ad un improvviso e transitorio abbassamento di pressione. L’ipotensione o  pressione bassa è un disturbo molto frequente nella popolazione italiana e mondiale, e nella maggior parte dei casi non si manifesta clinicamente con sintomi di rilievo.

In alcuni casi, al contrario, può determinare la comparsa di vertigini, sensazione di svenimento o addirittura sincope. È pertanto necessaria un’attenta valutazione medica ed una terapia in caso di pressione bassa, soprattutto se sintomatica o in caso di episodi continuativi nel tempo o inficianti la qualità di vita.

Alla fine di questo articolo capirete perché la pressione bassa (definita ipotensione nella terminologia medica) può davvero manifestarsi con tali sintomi, che ovviamente non sono esclusivi o specifici di questa condizione. Se volete completare le vostre conoscenze nell’ambito dei disturbi della pressione del sangue potete consultare l’articolo sulla pressione alta, o ipertensione arteriosa.

Cos’è l’ipotensione?

Si definisce ipotensione arteriosa (o pressione bassa) una condizione clinica caratterizzata da una diminuzione dei valori della pressione arteriosa oltre i limiti di normalità. Nello specifico, per convenzione si parla di ipotensione quando la pressione arteriosa sistolica scende sotto i 90 mmHg e la pressione arteriosa diastolica scende sotto i 60 mmHg.

Se la pressione arteriosa scende sotto certi limiti il flusso che irrora gli organi periferici risulta diminuito, e di conseguenza diminuito è il trasporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti periferici dell’organismo. Primo fra tutti il cervello, la cui ipoperfusione è responsabile della maggior parte dei sintomi che è possibile accusare in caso di ipotensione.

Tipologie di ipotensione

L’ipotensione può insorgere in forma acuta o essere presente in forma cronica. Nel primo caso si manifesta attraverso shock o sincope e dal punto di vista prognostico presenta un carattere di gravità maggiore rispetto ai casi di ipotensione cronica.

L’ipotensione cronica può associarsi a patologie croniche più o meno gravi oppure essere presente nei giovani senza un significato nosologico specifico.

La pressione bassa può essere distinta in diverse tipologie secondo il meccanismo responsabile:

  • Ipotensione ortostatica
  • Ipotensione postprandiale
  • Ipotensione neuromediata
  • Atrofia multisistemica con ipotensione ortostatica

Ipotensione ortostatica: un piccolo accenno

L’ipotensione ortostatica è definita come il calo pressorio che si verifica nel passaggio dalla posizione distesa o seduta a quella eretta.

Ciò dipende da un’alterata regolazione della pressione arteriosa da parte dei barocettori carotidei, e si manifesta con sintomi di stordimento, capogiro od offuscamento della vista che insorgono pochi secondi dopo l’assunzione della posizione eretta e che di solito si risolvono rapidamente e senza sequele apparenti.

Quali sono le cause dell’ipotensione?

Dopo aver compreso cos’è l’ipotensione e le diverse tipologie ti starai sicuramente chiedendo: ma che cosa provoca l’ipotensione? Come abbiamo compreso sono diversi i fattori in gioco nella regolazione della pressione arteriosa, e ci sono patologie o condizioni fisiologiche che possono alterare uno o più meccanismi.

Le cause di ipotensione che determinano una diminuzione della gittata cardiaca sono:

  • Alterazioni del ritmo cardiaco, quindi in caso di aritmie cardiache
  • Valvulopatie
  • Insufficienza cardiaca in caso di infarto del miocardio, miocarditi, miocardiopatie.
  • Embolia polmonare
  • Pericarditi.

Le cause di ipotensione che compromettono il centro di regolazione della pressione presente nel midollo allungato sono:

  • Alcol
  • Antidepressivi
  • Farmaci antipertensivi (metildopa, clonidina)
  • Barbiturici.

Le cause che portano ad una diminuzione del volume sanguigno sono:

  • Diarrea o sudorazione profuse
  • Disidratazione
  • Diuretici
  • Emorragie massive o donazioni di sangue.

Le cause che portano ad una dilatazione delle arteriole, e quindi ad una diminuzione delle resistenze e della pressione arteriosa sono:

  • Farmaci antipertensivi come i calcio-antagonisti o gli ACE-inibitori
  • Nitrati
  • Farmaci antidepressivi
  • Malattie infettive e shock settico
  • Reazioni allergiche (anafilassi)
  • Calore eccessivo
  • Neuropatie da diabete o amiloidosi o lesioni del midollo spinale.
  • Malattie endocrine (tra cui il morbo di Addison).

Altra cause di ipotensione sono:

  • Gravidanza, per la compressione della vena cava inferiore da parte dell’utero e del feto, soprattutto in posizione distesa.
  • Denutrizione
  • Neoplasie
  • Cirrosi epatica.

Quali sono i sintomi dell’ipotensione?

Il quadro clinico dell’ipotensione è variabile da soggetto a soggetto e dipende fortemente dalla patologia di base che ne è responsabile.

Oltre alla patologia di base, i sintomi possono dipendere anche da una riduzione della perfusione dei tessuti periferici del corpo.

Sintomi dell’ipotensione possono essere:

  • Vertigini
  • Capogiri
  • Sensazione di svenimento
  • Visione offuscata
  • Confusione mentale
  • Nausea
  • Debolezza
  • Sincope.

L’ipotensione può comportare delle complicanze?

Quando la pressione bassa è pericolosa? La pressione bassa conduce a complicanze nel caso in cui il flusso non sia in grado di irrorare e soddisfare le esigenze metaboliche di organi o tessuti, condizione definita come shock.

Nel caso dello shock gli organi periferici subiscono un danno da ipoperfusione, legati cioè alla riduzione del flusso ematico in entrata negli stessi.

Altre complicanze possono essere legate ai traumi da caduta o incidenti che si verificano in caso di sincope, e quindi con perdita di coscienza da parte del soggetto.

La prognosi dell’ipotensione dipende dalla malattia responsabile e varia quindi da paziente a paziente.

Come si diagnostica l’ipotensione?

La valutazione dell’ipotensione prevede innanzitutto il raccoglimento di un’anamnesi da parte del medico e l’esecuzione dell’esame obiettivo cardiovascolare. Di primaria importanza è la misurazione della pressione sanguigna mediante lo sfigmomanometro.

In caso sia necessario approfondire il quadro clinico, vengono eseguiti diversi esami diagnostici con lo scopo primario di individuare la patologia alla base dell’ipotensione.

Vengono eseguiti:

  • Esami del sangue
  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • Ecocardiogramma
  • Test da sforzo
  • Esami endocrini
  • Test del tavolo inclinato.

Come si tratta l’ipotensione?

Quali sono i rimedi per l’ipotensione?

In caso di ipotensione asintomatica generalmente non viene proposto alcun trattamento farmacologico, se non una maggiore attenzione al verificarsi di sintomi premonitori quali capogiri o sensazioni di svenimento, o accorgimenti quali un’idratazione abbondante nelle stagioni calde. In altri casi può rivelarsi utile modulare il dosaggio di un farmaco.

Cosa fare in caso di pressione molto bassa? Il trattamento dell’ipotensione viene ritagliato sul quadro clinico specifico del paziente, e prevede la gestione ed il trattamento della causa di base e la somministrazione di farmaci specifici.

Ipotensione e alimentazione

In caso di ipotensione è bene adottare una dieta variegata e bilanciata in rapporto a carboidrati, grassi e proteine, preferibilmente ricca di frutta, verdura, pesce azzurro e cereali integrali. Una dieta ricca di vitamine (tra cui ad esempio B6, B12, acido folico) e sali minerali favorisce il mantenimento delle funzioni dell’organismo e della produzione di emoglobina da parte del midollo osseo.

Inoltre, è preferibile aumentare la frequenza giornaliera dei pasti e assumere porzioni meno abbondanti, in modo tale da diminuire la richiesta di flusso sanguigno da parte dell’intestino durante la digestione e mantenere l’apporto nutrizionale e la glicemia più o meno costante durante le varie ore della giornata.

In caso di ipotensione è consigliato inoltre:

  • Mantenersi idratati durante la giornata, in modo tale da ma
  • Limitare il consumo di bevande alcoliche, poiché l’alcol ha un effetto vasodilatante ed è in grado di abbassare la pressione arteriosa.
  • Consumare dei bastoncini o caramelle alla liquirizia pura, poiché la liquirizia favorisce un aumento dei valori pressori.
  • Bere una o due tazze di caffè o the, o ancora consumare del cioccolato fondente, dato l’apporto di sostanze che incrementano la frequenza cardiaca e la pressione.
Articolo a cura di:
Riccardo Armellin

Riccardo Armellin

Studente di  medicina all'ultimo anno di studi presso l'Università degli studi di Udine, appassionato di cardiologia e divulgazione medico/scientifica con certificazione in "Medical Writing". Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com.

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