Neutrofili Bassi, Alti, Valori Normali, Sintomi, Cause, Gravidanza

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I granulociti neutrofili costituiscono una parte dei globuli bianchi caratterizzati da un citoplasma ricco di granuli con nucleo lobato. Il loro compito è quello di intervenire nella difesa dell’organismo contro le infezioni da funghi e batteri. 

Sono prodotti dalle ghiandole linfatiche che si trovano nei vari distretti dell’organismo e costituiscono il 40-75% dei leucociti. In condizioni normali sono presenti nel flusso ematico per un periodo di tempo che va dalle 6 alle 12 ore, dopodiché passano nei tessuti dove restano per qualche giorno prima che muoiano. La conta dei granulociti neutrofili nel sangue è importante per poter diagnosticare alcune condizioni patologiche anche a carico dei globuli bianchi stessi. 

Granulociti neutrofili: cosa sono?

I granulociti neutrofili sono globuli bianchi caratterizzati dalla presenza di grossi granuli nel citoplasma. In base al tipo di granuli ed alla loro capacità di reagire ai coloranti si distinguono in granulociti neutrofili, basofili ed eosinofili

I granulociti neutrofili sono così definiti per la loro affinità con i coloranti neutri e pertanto né acidi né basici. Rappresentano la parte dei globuli bianchi più numerosa ed hanno la capacità di fagocitare e cioè di inglobare e digerire tutti quegli agenti che sono in grado di causare danni al nostro organismo. Questo avviene grazie alla presenza di enzimi prodotti dagli stessi neutrofili. I granulociti neutrofili migrano infatti attraverso il sangue nel tessuto infiammato, svolgono la loro azione ed infine muoiono. I loro detriti insieme al materiale degradato vanno a costituire il pus.

I neutrofili sono prodotti dal midollo osseo e sono localizzati in parte nel sangue circolante ed in parte nell’endotelio dei piccoli vasi dei tessuti periferici. In caso di necessità quelli presenti nel sangue vengono chiamati dagli stimoli chemiotattici e rilasciati nel tessuto danneggiato.

Neutrofili: quali sono i valori normali?

I neutrofili costituiscono normalmente il 40-75% delle cellule nucleate del sangue periferico.

I valori normali sono compresi tra i 1500 e i 7000 mm3. Questi valori possono però variare in rapporto a vari fattori come l’età, il sesso e le metodiche di laboratorio utilizzate.

Per stabilire la quantità di neutrofili presenti nel sangue circolante è sufficiente un esame emocromocitometrico con formula leucocitaria su un campione di sangue prelevato dopo un digiuno di almeno 8 ore. 

Neutrofili bassi (Neutropenia), cosa significa?

Quando si parla di neutrofili bassi si fa riferimento ad una riduzione della loro concentrazione nel sangue periferico. La neutropenia  è generalmente silente e si manifesta solamente in caso di infezione.

La conferma della neutropenia è importante per stabilire la causa scatenante che può essere legata alla presenza di funghi o batteri ma anche ad alterazioni di carattere familiare. La presenza di neutropenia può essere diagnosticata oltre che con l’emocromo anche con lo striscio di sangue periferico che dovrà poi essere approfondito con un esame più specifico.

La neutropenia è una condizione che può presentarsi in maniera improvvisa ma anche gradualmente. E’ improvvisa quando si manifesta in un periodo di tempo breve che va da poche ore a qualche giorno, come risposta ad un’infezione. 

Generalmente la presenza di neutrofili bassi non presenta sintomi specifici per cui viene sospettata in presenza di infezioni. Può manifestarsi in caso di febbre, ulcerazioni dolorose della bocca o dell’ano, polmoniti ed altre gravi infezioni batteriche. 

Se si tratta di una neutropenia da farmaci i sintomi più comuni sono la febbre, le eruzioni cutanee e l’ingrossamento dei linfonodi. Nella neutropenia cronica se il numero di granulociti neutrofili non è particolarmente basso non si ha alcuna sintomatologia. La neutropenia clinica invece è così definita in quanto si presenta con un’alternanza di sintomi in rapporto all’aumento o alla diminuzione del numero di granulociti neutrofili

Cause neutrofili bassi 

La comparsa della neutropenia può essere dovuta a varie cause. Innanzitutto bisogna dire che può essere legata alla presenza di malattie genetiche o acquisite, ma potrebbe comparire anche come conseguenza di effetti collaterali di alcuni farmaci. 

La riduzione dei granulociti neutrofili di natura genetica all’anemia aplastica. La presenza invece di infezioni batteriche come il tifo, la brucellosi o il paratifo può causare una neutropenia di tipo acquisito, così come l’uso di alcuni farmaci utilizzati nelle terapie antitumorali.

I granulociti bassi possono inoltre dipendere da alcuni meccanismi fisiopatologici come l’abnorme distruzione in caso di epatite cronica, il difetto di produzione nelle carenze nutrizionali e la ridotta sopravvivenza per distruzione o maggior utilizzazione nelle infezioni virali e nelle malattie autoimmuni. 

Altre cause acquisite di neutropenia possono essere la varicella, l’epatite, la mononucleosi, le infezioni da citomegalovirus, la malattia di Kawasaki ed il morbillo. Vanno inoltre ricordate l’anemia da deficit di vitamina B12 e l’abuso di sostanze alcoliche che inibisce la risposta del midollo alla produzione di granulociti neutrofili

Neutrofili bassi e linfociti alti

Il nostro sistema immunitario è caratterizzato dalla presenza di cellule e di mediatori clinici che hanno la funzione di difenderci dagli agenti patogeni. A questo sistema appartengono sia i granulociti neutrofili che i linfociti. I granulociti neutrofili hanno il compito di fagocitare e distruggere l’agente patogeno mentre i linfociti sono cellule che riconoscono il patogeno e lo combattono ancor prima che entri nelle cellule.

La presenza di linfociti alti nel sangue potrebbe essere dovuta ad una patologia in atto perché vengono prodotte numerose cellule per combattere l’infezione. L’aumento di linfociti contribuisce alla diminuzione dei neutrofili perché il processo di produzione e maturazione di queste cellule si rallenta per lasciare spazio a quelle che sono più specifiche.

Il risultato sarà dunque un aumento dei linfociti ed una riduzione dei neutrofili. Questa situazione può verificarsi in caso di linfomi, di leucemie o di patologie autoimmunitarie come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.

Neutrofili bassi, cosa mangiare?

In caso di neutrofili bassi è importante intervenire con una alimentazione corretta. Bisogna seguire un piano alimentare basato sul controllo di tutti quegli alimenti che potrebbero determinare l’introduzione nell’organismo di funghi e di batteri. 

Carni e pollami devono sempre essere ben cotti, il latte e le uova sono da consumare previa pastorizzazione mentre la frutta e la verdure devono essere mangiare solo dopo averle accuratamente lavate. 

Neutrofili alti 

La neutrofilia è una condizione che si manifesta quando il numero di neutrofili supera gli 8000-9000 mm3. L’aumento di neutrofili può essere legato a diverse condizioni ed è importante dire che in caso di infezioni o infiammazioni il loro valore sale in quanto queste cellule sono tra le prime ad intervenire per attaccare l’agente patogeno, inglobandolo e poi distruggendolo. 

Sintomi neutrofili alti

La neutrofilia non presenta sintomi specifici perché questi dipendono dalla patologia che ha provocata l’aumento dei neutrofili.  In presenza di alcuni sintomi che potrebbero far pensare ad un aumento dei granulociti sarà il medico a richiedere un emocromo con formula per conoscerne l’esatta concentrazione.

Cause neutrofili alti 

L’aumento dei neutrofili è una reazione di difesa dell’organismo. Nelle infezioni da batteri, funghi e parassiti il numero di neutrofili può notevolmente aumentare. Oltre alle infezioni altre cause di neutrofilia possono essere i traumi, le ustioni, le malattie infiammatorie.

Neutrofili alti e linfociti bassi

La presenza di neutrofili alti e linfociti bassi è uno squilibrio di globuli bianchi presenti nel sangue. Questo quadro clinico potrebbe essere legato a diversi fattori come al fatto che il soggetto sta assumendo farmaci che alterano i livello di globuli bianchi. 

Si tratta comunque di una situazione clinica abbastanza delicata ed al contempo particolare e per questo è molto importante che sia un medico a valutare gli esiti delle analisi e decidere come intervenire e che tipo di controlli approfonditi richiedere per il paziente.

Neutrofili alti in gravidanza 

Durante la gravidanza si ha un livello di neutrofili più alto rispetto alla media. Si tratta di una situazione fisiologica che è legata alla sforzo che l’organismo della donna fa per permettere al feto di crescere ed al contempo per garantire un buono stato di salute tanto per la madre quanto per il bambino.
Articolo a cura di:
Dott. Salvatore Ruggiero

Dott. Salvatore Ruggiero

Medico laureato presso l’Università Federico II di Napoli in Medicina e Chirurgia specializzato presso lo stesso Ateneo in Idrologia Medica e Idroclimatologia. Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com .

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