Retinopatia: cos’è, sintomi, cause, diagnosi e trattamento

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La retina è la struttura dell’occhio che analizza il fascio luminoso e che ne permette la successiva elaborazione e quindi garantisce il vero e proprio meccanismo di visione. Per questa ragione, patologie a carico della retina sono molto importanti e impattano molto sulla qualità di vita dei soggetti.

Nel complesso prendono il nome di retinopatie.

Cos’è la retinopatia?

Con il termine di retinopatie si intendono tutte quelle patologie che colpiscono, con modalità e presentazioni differenti, la retina.

Costituiscono una delle più diffuse e gravi forme patologiche dell’intero campo oculistico, vista soprattutto l’estrema variabilità di condizioni che possono portare ad una sofferenza della retina stessa.

Come è intuitivo pensare, colpendo la retina, il soggetto avrà un deficit della vista via via più grave, maggiore sarà il danno alla struttura interessata. Infatti, non è raro che qualunque forma di retinopatia considerata, possa poi portare ad una completa cecità.

Come già accennato poco prima, l’oculistica differenzia moltissime forme di retinopatie differenti, ognuna delle quali può manifestarsi con dei segni caratteristici che possono essere osservati ed indagati nel corso della visita, queste sono dette lesione elementari della retina e sono:

  • Essudati molli;
  • Essudati duri;
  • Edema maculare;
  • Emorragie;
  • Neovascolarizzazioni;
  • Membrare epiretiniche.

Essudati molli

L’essudato molle non è un vero e proprio edema, è piuttosto definita come la conseguenza di un processo ischemico in corso a livello della retina, per cui la sua presenza è indice di un danno già piuttosto importante.

Quando si presenta un’ischemia retinica, le fibre nervose che la compongono vanno incontro a progressiva morte e questo si presenterà con la fuoriuscita di liquido contenuto al loro interno, dando appunto la formazione dell’essudato molle.

Il concetto di molle fa riferimento alla sua morfologia: l’essudato infatti apparirà:

  • Cotonoso;
  • Bianco;
  • A margini sfumati.

Essudati duri

Gli essudati duri sono veri e propri essudati e come tali sono dovuti ad uno sbilanciamento tra produzione e riassorbimento di liquido.

In particolare, si verifica una perdita della membrana emato-retinica interna e di conseguenza della competenza vascolare che porta ad un passaggio di liquido all’interno della retina.

Generalmente queste lesione, a differenza delle precedenti, possono essere reversibili nell’arco di alcune settimane o mesi.

Edema maculare

Non è una condizione rara, si ritrova spesso nella retinopatia diabetica ed in varie altre affezioni. Assume un aspetto “a petali di fiore” dovuto alla distribuzione caratteristica delle fibre che vengono dissociate dal liquido con formazione di cellette che sembrano appunto petali.

Possiamo distinguere due tipologie:

  • un edema essudativo;
  • edema trattivo: è determinato da una retrazione del corpo vitreo che fa distaccare la retina, si interviene chirurgicamente per eliminare la trazione. Può determinare una perdita visiva importante.

I fattori di rischio sono:

  • diabete;
  • occlusione venosa;
  • uveiti;
  • farmaci.

Emorragie retiniche

Nel contesto retinico possiamo riconoscere tre principali forme di emorragie retiniche:

  • emorragie preretiniche;
  • emorragie a fiamma;
  • microemorragie puntiformi.

Le emorragie preretiniche sono fra tutte le forme più lievi: si tratta di emorragie che tendono ad accumularsi verso la parte bassa per via della forza di gravità; all’esame del fondo oculare si osserva infatti la falda di sangue in basso.

Nella maggior parte dei casi, soprattutto se contenuta, tende a riassorbirsi da sola, senza lasciare conseguenze gravi al paziente.

Di entità decisamente diverse sono le altre due tipologie.

Le emorragie a fiamma prendono questo nome per la loro caratteristica morfologia: il loro aspetto ricorda infatti una tipica fiamma da candela. Questo è dovuto alla struttura anatomica particolare in cui il sangue si raccoglie.

Le emorragie a fiamma, infatti, sono tipiche dello strato delle fibre nervose, le quali in tutta la retina hanno questo andamento rettilineo; perciò, l’emorragia dissocia le fibre ma assume un aspetto più o meno lineare. Nel glaucoma la presenza questo tipo di emorragie vicino alla papilla ottica indica una tendenza alla progressione del glaucoma stesso.

Infine, le microemorragie puntiformi sono raccolte punteggiate di sangue, in quanto in questo caso si raccoglie e rimane confinato all’interno dello strato granulare della retina.

Neovascolarizzazioni

L’ischemia retinica fa da stimolo per questo processo che avviene per gradi: all’inizio i neo-vasi sono costituiti solo da cellule endoteliali molto fragili, pertanto, manca la funzione della barriera emato-retinica (vasi non competenti), poi con il tempo si aggiunge un’importante componente fibrosa con riduzione di quella vascolare.

Il trattamento causale prevede l’eliminazione delle aree ischemiche con laser o con crioapplicazioni; le neovascolarizzazioni regrediscono se sono in fase iniziale, altrimenti la componente fibrosa permane.

Membrane epiretiniche

La membrana epiretinica è una sottile membrana fibrosa che si sviluppa sulla superficie retinica interna. Può insorgere spontaneamente (forme primitive), generalmente dopo i 50 anni, o secondariamente a processi infiammatori che favoriscono la differenziazione delle cellule che si trovano sulla superficie interna della retina in fibroblasti.

Il collagene tenderà a contrarsi nel tempo portando a una progressiva distorsione della retina e di conseguenza della vista; il soggetto vede come se guardasse attraverso acqua mossa.

Inoltre, se la trazione persiste si può arrivare alla formazione di un foro sulla retina, tipicamente a livello maculare dove la retina è più sottile, con perdita visiva irreversibile. In questo caso l’OTC (tomografia ottica computerizzata) mostrerà un foro con bordi edematosi.

Durante la visita possiamo sottoporre il paziente ad un test molto semplice ma affidabile, il test di Amsler. Serve per valutare eventuale distorsione visiva anche in altri tipi di patologie. Il paziente può anche eseguirlo autonomamente e recarsi dal medico se nota variazioni.

Quali sono i sintomi di una retinopatia?

Nonostante le moltissime cause alla base dello sviluppo di una retinopatia e delle numerose lesioni elementari con cui essa si può presentare, ci sono dei sintomi chiave, direttamente correlati al danno effettuato alla retina:

  • Riduzione della vista;
  • Visione offuscata;
  • Distorsione delle immagini (metamorfopsie);
  • Alterazione della percezione dei colori;
  • Ombra che oscura parte del campo visivo (scotoma);
  • “mosche” volanti o corpi scuri fluttuanti (miodesopsie);
  • Brevi lampi di luce (fotopsie);
  • Cecità completa (amaurosi).

Quali sono le cause della retinopatia?

Come già accennato poche righe sopra, sono molto numerose le cause alla base dello sviluppo di un quadro di retinopatia, ma nel complesso possiamo riconoscere un gruppo ormai ben assodato, che viene sempre ricercato quando siamo di fronte ad un paziente con sospetta retinopatia:

  • Patologia di origine vascolare come ipertensione arteriosa, aterosclerosi;
  • Eventi traumatici;
  • Patologie metaboliche, come il diabete;
  • Infezioni batteriche o virali;
  • Gravi forme di miopia;
  • Età;
  • Fumo di sigaretta;
  • Familiarità.

Diagnosticare una retinopatia

Ad oggi, l’oculistica dispone di molti strumenti che consentono di identificare precocemente tutte le possibili lesioni elementari della retina, spia di una retinopatia in corso o in fase iniziale.

Tutto parte dalla visita oculistica di base: il primo approccio consiste nell’osservazione del fondo oculare.

Grazie a questa rapida e semplice manovra, si è in grado di osservare direttamente lo stato di salute di tutta la retina, identificando eventuali emorragie, essudati o altri tipi di danno. Possiamo capirne sede e grado di avanzamento, indirizzandoci eventualmente verso altre metodiche di indagine.

Durante la visita è indicato anche l’esame del campo visivo che permette di verificare una sua eventuale riduzione a causa di un danno ad una specifica porzione della retina.

Test semplice e rapido che spesso i pazienti possono anche effettuare da soli a casa è il test di Amsler: è un esame visivo molto semplice che utilizza la griglia di Amsler, un reticolo costituito da linee orizzontali e verticali, per controllare il campo visivo centrale. Questo test si utilizza soprattutto per individuare la presenza di un disturbo visivo che provoca la visione distorta e deformata degli oggetti (metamorfopsia), segno tipico della degenerazione maculare

Successivamente possiamo utilizzare l’OCT (tomografia ottica computerizzata): è uno strumento che permette di fotografare a strati tutta la retina, studiando in maniera molto più approfondita anche quello che con la semplice osservazione del fondo non è visibile.

Infine, per lo studio di vasi retinici, possiamo avvalerci dell’angiografia retinica: si tratta di esami che utilizzano speciali macchine fotografiche in grado di rilevare la presenza del colorante (fluorosceina o indocianina), precedentemente iniettato in vena, e ottenere immagini delle strutture situate nella parte posteriore dell’occhio, in particolare, dei vasi sanguigni della retina e di quelli presenti nello strato più profondo, la coroide.

Trattamento delle retinopatie

La cura delle retinopatie varia a seconda del tipo di malattia, sarà il medico oculista ad individuare la terapia più adeguata. Sicuramente, la rapidità di intervento è di fondamentale importanza per risolvere o limitare i danni che possono essere anche di grave entità.

Il trattamento chirurgico si utilizza nei casi di distacco di retina, in cui si rimuove la trazione del corpo vitreo sulla retina.

Il pucker maculare o membrana epiretinica  prevede come trattamento la chirurgia e si basa sull’asportazione del corpo vitreo e la rimozione della membrana epiretinica.

Per la degenerazione maculare non esistono terapie risolutive; solo in alcuni casi è possibile ricorrere a farmaci da iniettare direttamente nell’occhio per contrastare la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi).

Per le retinopatie su base vascolare va trattata innanzitutto la malattia di base ricorrendo a una terapia medica. In base al danno dei vasi retinici, si può ricorrere a trattamenti specifici: ad esempio si può usare il laser nei casi in cui siano presenti aree ischemiche della retina oppure a iniezioni intravitreali (nell’occhio) di anti-VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor) nel caso in cui ci sia un edema retinico.

La retinite miopica non dispone di una terapia specifica ma possono essere curate le complicanze che si verificano a carico della retina di un occhio colpito da forte miopia.

Articolo a cura di:
Giuseppe Limuti

Giuseppe Limuti

Studente di  medicina presso l'Università degli studi di Pisa, appassionato di oculistica e divulgazione medico/scientifica. Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com. Vedi il suo curriculum.

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