Stenosi mitralica: cos’è, cause, sintomi, complicanze, diagnosi, terapia

Indice dei contenuti

La stenosi mitralica appartiene alla categoria delle malattie delle valvole cardiache, veri e propri capolavori anatomo-fisiologici aventi un ruolo cruciale nel compartimentare e garantire il corretto direzionamento dei flussi di sangue tra atri e ventricoli, e tra ventricoli e grossi vasi arteriosi.

Cos’è la stenosi mitralica?

Il termine “stenosi” in medicina significa restringimento, riduzione di diametro, ed ecco che nel caso della stenosi mitralica a restringersi è l’orifizio della valvola mitralica.

La stenosi mitralica è la condizione in cui la valvola mitrale non si apre completamente durante la diastole, la fase del ciclo cardiaco in cui il sangue fluisce dagli atri ai ventricoli con conseguente riempimento ventricolare.

Le valvole cardiache svolgono due funzioni fisiologiche:

  • Si aprono completamente per permettere al sangue di scorrere attraverso l’orifizio valvolare, ancorato all’anello valvolare.
  • Si chiudono completamente garantendo che il flusso di sangue vada in una sola direzione, in accordo con il gioco di pressioni che si verifica all’interno delle camere cardiache, nei primi tratti dell’aorta e del tronco polmonare, durante le contrazioni del cuore.

I movimenti di apertura e di chiusura delle valvole cardiache sono sincronizzati con le fasi del ciclo cardiaco, e il loro corretto funzionamento garantisce una gittata cardiaca ed una pressione arteriosa capaci di soddisfare le richieste dell’organismo, soprattutto durante uno sforzo fisico.

La valvola mitrale permette e garantisce lo scorrimento del sangue dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro, si apre durante la diastole e si chiude durante la sistole, ovvero la fase caratterizzata dalla contrazione dei ventricoli con la successiva espulsione del sangue nell’aorta. Se la valvola mitrale non si chiudesse si verificherebbe un rigurgito di sangue dal ventricolo sinistro all’atrio sinistro, condizione propria dell’insufficienza mitralica. Come vedremo in un altro articolo, durante la sistole risulterà fondamentale anche la funzionalità di un’altra valvola, ovvero la valvola aortica.

Cosa succede se la valvola mitralica non funziona?

Nella stenosi mitralica, la valvola mitrale non si apre completamente e di conseguenza il flusso di sangue dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro, e quindi il riempimento del ventricolo sinistro, può risultare inferiore al normale o comunque non idoneo a soddisfare le esigenze dell’organismo.

La stenosi mitralica interferisce con il riempimento del ventricolo sinistro determinando una maggiore resistenza nella prima fase del riempimento ventricolare, e riducendo anche il contributo della contrazione dell’atrio sinistro al riempimento stesso. In casi severi il volume di sangue che riempie il ventricolo sinistro diminuisce e diminuisce il volume che il ventricolo stesso è in grado di eiettare nell’aorta, con diminuzione della gittata cardiaca e della pressione arteriosa.

Il sangue può quindi ristagnare nell’atrio sinistro, nelle vene polmonari e conseguentemente nella parte destra del cuore. Ma vediamo meglio che significa!

A causa del difficoltoso e diminuito riempimento del ventricolo sinistro, la pressione del sangue nell’atrio sinistro aumenta, soprattutto sotto sforzo e nei casi di stenosi mitralica moderata e severa.

L’aumento cronico della pressione nell’atrio sinistro può portare ad un rimodellamento delle pareti dell’atrio sinistro, con possibile degenerazione della parete e delle vie di conduzione cardiache e innesco di aritmie, tra cui la fibrillazione atriale.

Poiché le vene polmonari sboccano nell’atrio sinistro, in caso di aumento pressorio dell’atrio sinistro esso si può ripercuotere nelle vene polmonari, con innesco di ipertensione polmonare e relative conseguenze. Ciò può comportare conseguenze anche nelle camere destre del cuore, sul ventricolo destro e sulla valvola tricuspide.

Quali sono le cause della stenosi mitralica?

Le cause della stenosi mitralica possono essere diverse, ma fra tutte primeggia la malattia reumatica, un problema di salute pubblica molto rilevante nei paesi in via di sviluppo ma presente anche nei paesi sviluppati.

Malattia reumatica e stenosi mitralica

La malattia reumatica è una malattia che consegue all’infezione da streptococco, dovuta ad una reazione autoimmunitaria verso alcuni tessuti del nostro organismo, tra cui anche le valvole cardiache.

A seguito di questa risposta anomala al batterio e ai suoi antigeni, il sistema immunitario con annessi anticorpi attacca i tessuti del nostro organismo, creando un danno infiammatorio progressivo con successiva compromissione dei lembi della valvola mitralica (ispessimento, fibrosi e calcificazione), accorciamento delle corde tendinee e restringimento dell’orifizio valvolare. Queste alterazioni si verificano nelle fasi tardive della malattia, mentre nelle fasi iniziali il quadro clinico può essere quello di una faringite o di una tonsillite.

Altre cause di stenosi mitralica

Altre cause di stenosi mitralica sono:

  • Calcificazione degenerativa dell’anello mitralico – Condizione più frequente negli anziani e dovuta all’invecchiamento. Ma cosa vuol dire avere una calcificazione al cuore? Ciò significa che la valvola mitralica accumula progressivamente depositi di calcio conseguenti all’usura della valvola (soprattutto in caso di flussi turbolenti) o a disordini del metabolismo del calcio. Un processo analogo si può verificare anche per la valvola aortica.
  • Radiazioni – Utilizzate nella radioterapia per linfomi di Hodgkin.
  • Cause congenite – Ovvero restringimenti della valvola che si verificano fin dalla nascita.
  • Malattie reumatologiche – Esempi sono il lupus eritematoso e l’artrite reumatoide
  • Malattia di Fabry
  • Malattia di Whipple
  • Mucopolisaccaridosi
  • Sindrome da carcinoide
  • Fibrosi endomiocardica
  • Farmaci.

Lo sviluppo e la severità della stenosi mitralica dipendono dalla causa e dalle caratteristiche del paziente, tra cui ad esempio altre malattie associate. Non tutte le cause causano gli stessi effetti emodinamici, ovvero con variazioni della gittata cardiaca e della pressione arteriosa, e soprattutto non con le stesse tempistiche.

Quali Sintomi della stenosi mitralica?

In assenza di accorgimenti terapeutici la stenosi mitralica reumatica è generalmente una malattia progressiva, con una prima fase asintomatica e successivo sviluppo di sintomi anche gravi nelle fasi tardive. La progressione della malattia si riflette nel progressivo restringimento dell’area valvolare attraverso cui passa il sangue, battito dopo battito.

Quali sono i sintomi della stenosi mitralica?

Nei casi lievi o moderati, la maggior parte delle persone non presenta sintomi, o essi possono insorgere occasionalmente durante un’attività fisica intensa o con la gravidanza. La diagnosi può anche essere occasionale e conseguire dopo che il medico sente un soffio al cuore durante un esame di routine.

Sintomi della stenosi mitralica possono essere:

  • Difficoltà a respirare, o dispnea da sforzo.
  • Stanchezza, o astenia.
  • Tosse cronica, soprattutto di notte.
  • Palpitazioni.

In casi gravi possono essere presenti i sintomi dello scompenso cardiaco destro, tra cui:

  • Gonfiori diffusi (edemi periferici)
  • Dolore addominale
  • Ascite e altri.

Complicanze della stenosi mitralica

Le complicanze della stenosi mitralica dipendono dalla causa e dalla severità della stenosi mitralica, e possono essere:

  • Fibrillazione atriale, con relative complicazioni.
  • Tromboembolia sistemica, soprattutto in caso di fibrillazione atriale, che, può portare alla formazione di trombi per il ristagno del sangue nell’atrio sinistro.
  • Ipertensione polmonare, con relative complicazioni, tra cui soprattutto congestione ed edema polmonare.
  • Insufficienza della valvola tricuspide.
  • Scompenso cardiaco destro.

Diagnosi della stenosi mitralica

La diagnosi della stenosi mitralica parte sempre da un’accurata anamnesi, fase in cui il medico fa delle domande mirate al paziente al fine di indirizzarsi sulla possibile causa dei sintomi lamentati dal paziente.

L’esame obiettivo può evidenziare diversi reperti tra cui:

  • Pallore e cianosi cutanei
  • Turgore delle vene giugulari
  • Primo tono cardiaco di intensità maggiore, mentre può essere ridotto o assente se la valvola diventa molto calcifica e quindi poco mobile.
  • Scatto di apertura della mitrale (opening snap)
  • Soffio o rullio diastolico
  • Segni tipici dell’ipertensione polmonare
  • Rantoli alla basi polmonari, in caso di congestione polmonare.

Il test diagnostico più indicato nelle indagini iniziali è l’ecocardiogramma, che permette di visualizzare la valvola mitralica e grado di compromissione, le anomalie dei flussi di sangue tra le camere cardiache, il diametro delle camere cardiache o altri parametri quali una stima della pressione arteriosa polmonare.

Come si può classificare la stenosi mitralica? L’ecocardiogramma permette di calcolare l’area della valvola mitralica attraverso cui passa il sangue.

L’orifizio della valvola mitrale normale ha un’area valvolare di 4-6 cm^2. Si parla di stenosi mitralica quando l’area della valvola presenta un’area minore di 2.5 cm^2. Un’area dell’orifizio minore o uguale a 1,5 cm^2 corrisponde alla stenosi mitralica di grado severo. È necessario tenere presente che non sempre c’è una relazione lineare tra l’area della valvola e l’intensità dei sintomi.

Altri test diagnostici possono essere:

  • Elettrocardiogramma (può evidenziare ad esempio la fibrillazione atriale o la dilatazione dell’atrio sinistro)
  • Prova da sforzo
  • RX del torace
  • Cateterismo cardiaco.

Terapia della stenosi mitralica

La terapia della stenosi mitralica varia in base alla severità della malattia e alle caratteristiche del paziente, che condizionano ad esempio la possibilità di assumere alcune categorie di farmaci piuttosto che altre, o la possibilità di sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Come si cura la stenosi mitralica?

La terapia medica della stenosi mitralica include:

  • Farmaci anticoagulanti, soprattutto in caso di fibrillazione atriale
  • Terapia propria della fibrillazione atriale (comprensiva di farmaci antiaritmici)
  • Terapia farmacologica propria dello scompenso cardiaco, in caso si verifichi tale complicanza, e quindi diuretici, beta-bloccanti.
  • Profilassi per endocardite infettiva o per recidive della malattia reumatica.

Nei casi in cui sono rispettate le indicazioni e dopo un’attenta valutazione preoperatoria, sono possibili anche alcuni approcci chirurgici:

  • Valvuloplastica mitralica percutanea con pallone
  • Commissurotomia chirurgica
  • Sostituzione valvolare con protesi biologica o meccanica.

Follow-up della stenosi mitralica

Come si segue un paziente con stenosi mitralica nel tempo?

Il percorso di follow-up varia in base alla gravità della stenosi e generalmente viene eseguito un ecocardiogramma con cadenza variabile, ad esempio ogni anno in caso di stenosi severa.

Nei pazienti asintomatici il monitoraggio valuta la progressione della malattia e la comparsa di indicazioni all’intervento.

Domande frequenti

È possibile praticare sport con la stenosi mitralica?

La possibilità di sostenere degli sforzi durante l’attività fisica dipende dalla gravità della stenosi mitralica e dai sintomi. È necessario consultare il medico sul livello di attività fisica più adatto a te.

Devo prendere degli antibiotici prima di andare dal dentista?

In passato, i medici raccomandavano alle persone affette da stenosi mitralica di assumere antibiotici prima di andare dal dentista. Oggi, però, solo le persone con determinate patologie cardiache o con protesi valvolari devono assumere gli antibiotici in queste situazioni.

È possibile sostenere una gravidanza con la stenosi mitralica?

La gravidanza può peggiorare o scatenare i sintomi della stenosi mitralica. Per questo motivo, il medico potrebbe consigliare di trattare la stenosi mitralica prima di una gravidanza.

Articolo a cura di:
Riccardo Armellin

Riccardo Armellin

Studente di  medicina all'ultimo anno di studi presso l'Università degli studi di Udine, appassionato di cardiologia e divulgazione medico/scientifica con certificazione in "Medical Writing". Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com.

Articoli correlati