Miocardite: cos’è, cause, sintomi, complicanze, diagnosi e terapia

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L’interesse comune sulla miocardite è recentemente aumentato in relazione alla probabile e rarissima correlazione con la vaccinazione per il SARS-CoV-2. Al fine di ampliare le tue conoscenze e renderti più consapevole sui vari disturbi cardiaci ti consigliamo la lettura di questo articolo, che affronterà punto per punto le caratteristiche principali di questa malattia.

Cos’è la miocardite?

Il termine “miocardite indica un’infiammazione dei miocardio, ovvero lo strato muscolare del cuore. L’infiammazione del miocardio può derivare da diverse cause, ognuna caratterizzata dal proprio meccanismo patogenetico, e determina il danno e, successivamente, la morte dei miocardiociti per necrosi, ovvero le cellule del cuore che complessivamente compongono il miocardio.

A seguito dell’innesco dell’infiammazione da una delle cause che analizzeremo in seguito, i danni a carico delle cellule del cuore possono derivare o da un danno diretto da parte di un agente cardiotossico (ovvero una tossina o una sostanza che danneggia i miocardiociti), o da un danno causato dalla risposta del sistema immunitario all’agente cardiotossico, che reagisce però erroneamente contro le cellule del cuore. Questo è ciò che in medicina viene definito processo autoimmunitario, caratterizzato dalla risposta del sistema immunitario contro un elemento self, ovvero un elemento che appartiene ai nostri tessuti.

Il processo infiammatorio può essere più o meno esteso, con un impatto in termini di sintomi ed evidenza agli esami diagnostici, e può coinvolgere anche il vicino pericardio, determinando una pericardite, ovvero un’infiammazione del pericardio.

Miocardite nei bambini

La miocardite può insorgere anche nei bambini e nei neonati, e può essere dovuta alle stesse cause per le quali insorge negli adulti. I sintomi solitamente sono più aspecifici e comprendono difficoltà a respirare, febbre e variazioni del colorito cutaneo.

Cause della miocardite

Giustamente ti starai chiedendo: ma cosa provoca la miocardite? Sebbene i fini meccanismi patogenetici che conducono a morte cellulare i miocardiociti siano ancora in corso di studio, sono state identificate numerose cause in grado di scatenare la miocardite.

Le cause della miocardite non sempre sono individuabili, ma generalmente vengono distinte in infettive e non infettive, a seconda che siano legate o meno ad un agente infettivo. Le cause variano in termini di frequenza in base alla regione geografica e alla popolazione considerate.

Le cause infettive (miocardite infettiva) sono infezioni da:

  • Parvovirus B19
  • Herpesvirus umano 6 (HHV-6)
  • Virus influenzali
  • HIV (AIDS)
  • SARS-CoV-2 (COVID-19)
  • Streptococchi del gruppo A (nel contesto della malattia reumatica)
  • Stafilococchi
  • Borrelia spp. (malattia di Lyme)
  • Mycobacterium tuberculosis (TBC)
  • Funghi, in un contesto di blastomicosi, istoplasmosi o candidosi
  • Parassiti, in un contesto di amebiasi, malattia di Chagas e toxoplasmosi

Le cause non infettive della miocardite sono:

  • Cardiotossine quali cocaina e alcol
  • Farmaci quali penicilline, clozapina e diuretici tiazidicià
  • Malattia autoimmuni quali l’arterite gigantocellulare, LES, arterite di Takayasu
  • Malattie infiammatorie quali sarcoidosi e MICI
  • Radioterapia per carcinomi alla mammella o mediastinici

Una percentuale consistente di miocarditi, tuttavia, non presenta una causa identificabile in maniera precisa e vengono definite miocarditi idiopatiche. Inoltre, è doveroso tener presente che il SARS-CoV-2 può essere alla base di una miocardite o di una pericardite, con un’incidenza enormemente maggiore rispetto ai rarissimi casi di miocardite da vaccino.

Sintomi della miocardite

I sintomi della miocardite possono includere:

  • Astenia (sensazione costante di fatica)
  • Dispnea (fame d’aria o fatica a respirare)
  • Palpitazioni (sensazione di percepire il proprio battito cardiaco)
  • Dolore toracico avente le caratteristiche del dolore da pericardite
  • Sensazione di svenimento o sincope (in caso di aritmie cardiache)
  • Sintomi della pericardite (in caso di coinvolgimento del pericardio)
  • Sintomi da insufficienza cardiaca quali dispnea grave, edemi periferici.

Il quadro clinico della miocardite è molto variabile e possono essere presenti sintomi e segni specifici legati alla causa alla base della miocardite. Febbre e dolori muscolari sono frequenti in caso di miocardite da infezioni, eruzioni cutanee in caso di miocardite da farmaci o malattie autoimmunitarie.

Se il processo infiammatorio che caratterizza la miocardite è localizzato o in presenza di altre condizioni quali il diabete o l’età molto avanzata, è possibile che non vi siano sintomi.

Complicanze della miocardite

Se l’infiammazione del miocardio è diffusa ad ampie regioni cardiache, ne consegue che molti miocardiociti andranno incontro a morte per necrosi e ciò impatta sulla capacità del cuore di generare una contrazione efficace sul sangue che ne pervade le camere istante per istante. Questo conduce ad insufficienza cardiaca, poiché il cuore non è in grado di soddisfare le richieste di ossigeno e nutrienti degli organi periferici, vista la ridotta gittata sistolica.

Altre complicanze della miocardite possono essere le aritmie e in rari casi la morte cardiaca improvvisa.

Diagnosi della miocardite

La diagnosi della miocardite si fonda innanzitutto sul raccoglimento di una scrupolosa anamnesi, grazie alla quale si valutano le caratteristiche dei sintomi riferiti dal paziente e altri elementi quali l’esposizione ad agenti infettivi o cardiotossici (come alcol e droghe).

L’esame obiettivo sarà in grado di evidenziare la presenza di insufficienza cardiaca quali i crepitii presenti in sede polmonare, il turgore delle vene giugulari e toni cardiaci aggiunti. Inoltre, in caso di pericardite il medico può percepire sfregamenti pericardici all’auscultazione del paziente mediante il fonendoscopio.

Gli esami diagnostici che vengono eseguiti sono:

  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • Ecocardiogramma
  • Dosaggio degli enzimi cardiaci (quali troponine ultrasensibili e l’isoenzima MB della creatinchinasi (CK-MB)
  • RM cardiaca

La biopsia miocardica può evidenziare infiltrati di cellule infiammatorie nel miocardio, caratterizzati soprattutto da neutrofili, linfociti, eosinofili, granulomi. Sono inoltre evidenziabili le regioni di necrosi a carico delle cellule cardiache.

Diagnosticata la miocardite, solitamente vengono eseguiti una serie di esami volti al definirne la causa scatenante. Questo viene fatto al fine di ottimizzare l’approccio terapeutico e migliorare così il decorso della malattia. Esempi comprendono  emocromo, emocoltura, esami autoimmunitari, test per l’HIV.

Terapia della miocardite

Come si guarisce dalla miocardite? Il trattamento della miocardite si basa sul trattamento della causa di base, se identificata. La terapia della miocardite su base infettiva si basa su antibiotici o farmaci antiparassitari, mentre la somministrazione di farmaci antivirali non si è dimostrata efficace.

La miocardite correlata ai farmaci viene gestita mediante la rimozione del farmaco scatenante, mentre in caso di processi autoimmunitari può essere indicata una terapia con immunosoppressori. In caso di miocardite da droghe o alcol è necessario astenersi dall’assumere la sostanza responsabile dell’infiammazione delle cellule del cuore. In caso di sarcoidosi possono essere utilizzati i corticosteroidi.

Il trattamento della miocardite è mandatorio soprattutto in presenza di insufficienza cardiaca o di aritmie.

La terapia può includere:

  • Diuretici
  • Nitrati
  • ACE-inibitori
  • Beta-bloccanti
  • Contropulsatore aortico
  • Dispositivi di assistenza ventricolare sinistra
  • Trapianto cardiaco

Il trattamento delle aritmie può includere la somministrazione di farmaci antiaritmici o l’applicazione di un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) se il rischio di morte cardiaca improvvisa si mantiene elevato.

Prevenzione della miocardite

La miocardite si può prevenire? Come la maggior parte delle malattie, è necessario limitare al minimo i fattori di rischio cardiovascolari. In caso di infezioni batteriche o virali accertate e in presenza di fattori di rischio o cardiopatie di base, può essere utile una valutazione periodica del quadro cardiaco da parte dal proprio cardiologo di fiducia.

Altri comportamenti preventivi che è possibile mettere in atto sono il minimizzare il rischio di infezione da HIV, stare attenti a non entrare in contatto con le zecche (in rapporto alla malattia di Lyme) ed eseguire le vaccinazioni.

Articolo a cura di:
Riccardo Armellin

Riccardo Armellin

Studente di  medicina all'ultimo anno di studi presso l'Università degli studi di Udine, appassionato di cardiologia e divulgazione medico/scientifica con certificazione in "Medical Writing". Si occupa della stesura e delle revisione scientifica dei contenuti presenti su Salut3.com.

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